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Livorno

«Siamo venuti via, l’Odeon è una rimessa»

«Siamo venuti via, l’Odeon è una rimessa»

Livorno, parlano i vertici di Gestopark, la società ligure che avrebbe dovuto gestire per otto anni il parcheggio. Oggi è Spil ad occuparsene direttamente attraverso una sua società

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LIVORNO. «Abbiamo lasciato la gestione dell’Odeon perché il parcheggio non riusciva a decollare. È stata una bella rimessa, poi abbiamo pianificato con Spil un’uscita morbida: cedendo tutte le attrezzature alla società che è subentrata, abbiamo recuperato parte degli investimenti fatti». Dall’altra parte della cornetta c’è Massimo Garrone, presidente della savonese Gestopark, che nel 2012 ha preso in gestione il parcheggio dell’Odeon.

È pacato, corretto ma anche schietto quando spiega perché la sua società, che nel marzo del 2012 aveva firmato con Spil una concessione per gestire l’Odeon per otto anni, ha alzato bandiera bianca dopo poco più di uno.

Dal 4 novembre scorso, infatti, il grande parcheggio costato in tutto oltre 20 milioni di euro, è nelle mani di Castimm Srlu. Ovvero una società di Spil, che è sua volta è controllata dal Comune.

Perché Gestopark si è chiamata fuori? «Abbiamo molti parcheggi in tutta Italia – dice Garrone – non ne ho mai visto uno così bello, fatto bene e in pieno centro, che proprio non lavora. Lo abbiamo attrezzato con le tecnologie migliori, abbiamo fatto marketing ma niente...».

«Il punto – riprende – è che la struttura ha grossi problemi di accessibilità, è difficile da raggiungere». L’ex gestore racconta che «avevamo fatto un piano della sosta e del traffico per rendere il parcheggio più fruibile. Abbiamo presentato tutto a Spil e ne abbiamo parlato con l’amministrazione comunale: se si fosse riusciti a superare il problema del tappo di piazza Cavour... Avevamo chiesto di riaprirla al traffico perché chi arriva da nord vede il parcheggio a 100 metri ma per raggiungerlo deve fare tre chilometri. Oggi si accede solo da sud e da molte strade non si può transitare. È un bel problema».

«Nessuno screzio con Spil – sottolinea – abbiamo preso atto di una situazione difficile e siamo usciti consensualmente: noi ci siamo presi le nostre responsabilità imprenditoriali per avere sopravvalutato il parcheggio, Spil è stata molto corretta nel dire che forse la miglior cosa era riprenderselo. Magari negli anni riusciranno a ottimizzare i flussi veicolari o a fare un marketing diverso. Noi dal Comune non abbiamo avuto garanzie sufficienti sul al piano del traffico».

Così Spil, che aveva costruito il parcheggio per venderlo e poi aveva deciso di affittarlo, ora si trova a gestirlo.

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