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Livorno

Prima casa e ristrutturazioni sconto sui mutui, ecco per chi

Prima casa e ristrutturazioni sconto sui mutui, ecco per chi

Dal risparmio postale un fiume di denaro alle banche perché diano agevolazioni: è polemica sulle condizioni. Grassi: a Livorno faciliterà 750 compravendite

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Il premier Matteo Renzi annuncia che mercoledì prossimo metterà sulla rampa di lancio il piano casa in tandem con il Jobs Act e gli investimenti sulla scuola. In realtà, buona parte degli interventi li ha ereditati dal lavoro istruttorio del governo Letta: del resto, il ministro è rimasto lo stesso (Maurizio Lupi). E una bella fetta del provvedimento è rappresentata dall'intesa fra banche e Cassa Depositi Prestiti (risparmio postale) che, con il nome di “Plafond casa”, mette in circuito 2 miliardi di euro per mutui destinati al problema alloggi: sia per l'acquisto dell'abitazione principale (fino a 250mila euro) sia per interventi di ristrutturazione con miglioramento dell'efficienza energetica (fino a 100mila euro), così come per un mix di entrambi, cioè acquisto della “prima casa” accompagnato da ristrutturazione finalizzata all'accrescimento dell'efficienza energetica (con un tetto di 350mila euro). Si tratta di mutui da rimborsare nel giro di 10, 20 o 30 anni.

Sul proprio blog il ministro precisa che le agevolazioni del Plafond Casa «non sostituiscono la possibilità di sfruttare gli incentivi fiscali già previsti per queste categorie di interventi». Il riferimento, lo prova il link al dossier dell'Agenzia delle Entrate, è al bonus sulle spese per ristrutturazioni edilizie (50% se entro dicembre, 40% se nel 2015, 36% se nel 2016) o per misure anti-sismiche (65% se entro fine anno, 50% se nel 2015).

Forse proprio per via del cambio di governo, la cosa è rimasta alquanto sotto traccia: esiste già ma magari la tireranno fuori dal cilindro mercoledì prossimo in pompa magna. È vero che finora non tutte le banche hanno aderito ma l'associazione delle banche (Abi) dice che due sportelli su tre sono già al lavoro (anche se il via è stato dato da pochi giorni). Eppure è sufficiente un giro di sguardo sui social network per accorgersi che cresce il mugugno di chi si è rivolto agli istituti di credito e si sente rispondere che non ne sanno nulla. Nella nostra città lo denuncia anche l'Asppi, l'organizzazione dei piccoli proprietari immobiliari: alcuni dei suoi esponenti, fingendosi interessanti ad attivare un mutuo casa, hanno provato a chiedere le agevolazioni del Plafond Casa e hanno trovato un muro di gomma, anzi di nebbia…

La crisi picchia duro strapazzando redditi e risparmi: ma, secondo l'architetto Sirio Grassi, presidente dell'Asppi, la domanda potenziale dei mutui casa ci sarebbe. Solo che «in tutte le province toscane la richiesta di mutuo ha successo appena per il 9% dei casi riguardo a giovani coppie o a chi non sia garantito da un lavoro a tempo indeterminato». Ecco perché – aggiunge – «la nostra associazione, presente in tutta la Toscana, vigilerà sulla reale applicazione delle norme del Plafond Casa»: Grassi consiglia ai piccoli proprietari di «non perdere tempo» e, se interessati a quest'opportunità, bussare alle banche.

L'Asppi stima che in provincia di Livorno la richiesta di mutui agevolati con questa tranche di incentivi potrebbe mettere in moto 750 acquisti di “prima casa” e poco più di 800 ristrutturazioni con accrescimento dell'efficienza energetica.

Ammesso che queste stime possano tradursi in concreto, sarebbe un po’ di sprint per dare dinamismo sia ai cantieri edili delle ristrutturazioni sia al mercato immobiliare livornese che da tempo segna il passo, come attestano i dati ufficiali dell’Osservatorio targato Agenzia delle Entrate: anche perché riuscire a far ripartire le compravendite innescherebbe l’effetto domino di una catena di passaggi di mano di chi compra una casa vendendo la propria.

Ma il Plafond Casa mette le chiavi dell’operazione un po’ troppo in mano alle banche. Due esempi? Li peschiamo dal blog del ministro: 1) «termini e condizioni dei finanziamenti sono negoziati e determinati dalle banche nella loro autonomia»; 2) «la singola banca esamina le richieste e decide l’eventuale concessione del credito assumendone il rischio». Tant’è vero che, nelle modalità con cui la Cassa Depositi Prestiti passa alle banche le (grandi) risorse del Plafond Casa, una pluralità di voci critiche ha visto una paradossale forma indiretta di finanziamento delle banche.

Ecco perché è di fatto complicato indicare quali sono le condizioni reali, a cominciare dai tassi d’interesse: devono essere al di sotto di quelli normali praticati da ciascun istituto di credito, ma sono lasciati alle dinamiche di mercato. Ecco che nel web, sui forum economico-finanziari, si rileva che la convenienza è ridotta: colpa del fatto che la banca fissa un tasso ufficiale di riferimento dei propri mutui casa (al di sotto del quale dovrà stare con il Plafond agevolato) e poi in realtà opera con sconti temporanei, offerte “fino al” e simili. Comunque, nel contratto di mutuo dovrà essere specificato che rientra nell’operazione Plafond e quant’è il vantaggio in termini di riduzione del tasso.

Formalmente la chance è offerta a tutti ma esiste una griglia di priorità. Dal lato della tipologia dell’abitazione: meglio se si tratta di case con certificazione energetica di classe da A a D. Dal lato della tipologia del contraente: può essere 1) una giovane coppia, 2) un nucleo familiare «costituito da coniugi o da conviventi more uxorio che abbiano costituito nucleo da almeno due anni, in cui almeno uno dei due componenti non abbia superato i 35 anni e l’altro non superi i 40 anni di età alla data di presentazione della domanda, 3) un nucleo familiare di cui «fa parte almeno un soggetto disabile» (legge 104/94); 4) una famiglia numerosa «con tre o più figli».

«Non è tutto oro quel che luccica», dicono dal fronte delle associazioni consumeriste. È una agevolazione che: 1) va fino a esaurimento delle disponibilità finanziarie, 2) risponde a una scaletta di priorità, 3) comunque sulla base dell’istruttoria negoziata direttamente con la banca, in cui nessuno può metter bocca. Restano margini di opacità che, secondo chi non è del tutto convinto di questa operazione, finiranno per dare alle banche la possibilità di selezionarsi una clientela solida e di piena affidabilità che meno di altri avrebbe bisogno di “sconti”.

Mauro Zucchelli

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