Gioco
«Tutti nelle aziende? No, le soluzioni restano Alfea e golf»
LIVORNO. I lavoratori dell’ippodromo vogliono andare tutti nelle società partecipate? Il Comune dice no: le soluzioni restano quelle tracciate nell’ultimo consiglio comunale, ovvero una parte nelle...
LIVORNO. I lavoratori dell’ippodromo vogliono andare tutti nelle società partecipate? Il Comune dice no: le soluzioni restano quelle tracciate nell’ultimo consiglio comunale, ovvero una parte nelle aziende comunali, una parte ad Alfea e una parte nel nuovo campo da golf in Banditella.
È questa la sintesi della risposta inviata ieri da palazzo Civico alle richieste formulate due giorni fa dai dipendenti della Labronica, che hanno chiesto per tutti l’applicazione della Legge di stabilità, che prevede il passaggio di personale tra aziende («se per ora non ci sono posti – hanno detto – meglio aspettare nelle liste di mobilità»). In cinque sono già passati ad Aamps e Casalp, mentre agli altri quattordici sono arrivate le lettere con la proposta di contratto delle società che dovrebbero gestire le corse al Caprilli (Alfea) e il campo da golf (Fig con un’associazione collegata).
«Prendiamo atto della posizione assunta da alcuni lavoratori della Labronica Corse Cavalli in merito alla legittimità della procedura di mobilità tra lavoratori dipendenti di società partecipate – scrivono dal Comune – e della volontà espressa dagli stessi di rivendicare in sede giudiziaria il diritto al passaggio in società partecipate dal Comune».
Ma «ricordiamo che la comunicazione tra lavoratori, sindacati, Labronica Corse Cavalli e amministrazione comunale è stata continua e costante» e che «le osservazioni che sono state poste da alcuni lavoratori assumono un intento dilatorio rispetto al raggiungimento degli obiettivi che sono stati consegnati dal consiglio comunale alla giunta e che si sostanziano nel preservare l'attività ippica a Livorno, garantendo un posto di lavoro a tempo indeterminato a ciascun lavoratore».
Per il Comune, quindi, «fermo restando il diritto legittimo di ogni lavoratore di tutelare i propri interessi in ogni sede ritenuta opportuna, il percorso da completare è ormai quello conosciuto e in fase di avanzata concretizzazione». «Questo percorso – conclude la nota – presuppone l'adesione dei lavoratori, e, in assenza di essa, la soluzione non potrà che essere trovata in altra sede...».
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