Il Tirreno

Livorno

«Luogo Pio? Si va avanti chiunque diventi sindaco»

di Juna Goti
«Luogo Pio? Si va avanti chiunque diventi sindaco»

Guerra sui palazzi. Salvadorini (Consabit): Idà non ha conflitti, Toncelli cerca posti «Già tutto approvato, aspettiamo da vent’anni, ma ascolteremo le proposte della città»

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LIVORNO. «Toncelli è un ignorante, dice cose che non conosce». Si apre così la telefonata al presidente di Consabit e iscritto di Sel, Stefano Salvadorini, dopo che l’ex vicesindaco Cristiano Toncelli ha criticato la costruzione di nuovi palazzi in piazza del Luogo Pio e ha parlato di conflitto di interessi del progettista-candidato alle primarie Roberto Idà. Coniando il nome: «Sinistra...Edilizia e Libertà». «La coerenza del personaggio si commenta da sola – controbatte Salvadorini – l'ho visto in tutte le riunioni della sinistra, anche radicale, e ora vuole fare le primarie col centrodestra. È solo in cerca di un posto: la sinistra non l’ha considerato e per ritagliarsi un ruolo fa gossip».

Ma non è solo Toncelli a criticare progetto e progettista. Molti iscritti al Pd, vostro alleato, parlano di conflitto di interessi di Sel e Idà.

«Anche qualche amico è caduto nel tranello. La proposta di un progetto di riqualificazione di piazza del Luogo Pio la fece Idà nel ’93 a Consabit. Poi lo Stato fece un bando firmato, ironia della sorte, da Di Pietro. Il Comune partecipò e prese 11 miliardi con cui sono state realizzate opere in Venezia. Il conflitto di interessi non esiste perché Idà propose il progetto negli anni ’90 e perché tutto quello che il Comune doveva approvare l'ha approvato. La commissione edilizia deve solo rilasciare il permesso a costruire, non dipende da giunta o consiglio».

Quindi non vi fermerete?

«Il prossimo sindaco, anche fosse del centrodestra o grillino, non avrebbe da deliberare più nulla, il processo amministrativo-urbanistico è stato completato fino all'ultima virgola. Si è chiuso con la delibera del 12 novembre 2013. Noi potremmo inviare il progetto definitivo alla commissione domattina, ma non vogliamo fare una forzatura. Ha presente, però, il fosso non ancora completato sul viale Caprera? Ecco, non potrà essere ultimato senza l’intervento di Consabit, che contribuirà al recupero della piazza con lastricatura in pietra, passerelle sul fosso, fognature, gas, illuminazione. I turisti si troveranno davanti una bella piazza senza auto, con un parcheggio sotterrano da 100 a 300 posti. Questo è il progetto: tutti si soffermano sui palazzi, ma sono solo uno degli elementi, il minore».

Beh, non esageriamo: parliamo di 3-4 palazzi di 5 piani in un’area delicatissima

«È indubbiamente un progetto delicato, tant'è che pensiamo che per la parte privata dell’intervento (quella di riqualificazione pubblica è approvata) ci voglia un processo partecipativo».

Sulla carta cosa c’è già?

«Tre lotti edificatori: due a filo dei Bottini dell'Olio e uno dall'altro lato, per ricrerare l’inquadramento della Fortezza tra gli edifici prima dei bombardamenti. Gli edifici non sono stati progettati: anche se avremmo il diritto di farlo, vogliamo prima un confronto con la città. Lo facciamo volontariamente: siamo una coop, non un'impresa che poi scappa a Milano. Certo non accettiamo che dopo vent'anni qualcuno dica che non si fa: concordiamo eventuali miglioramenti, anche riduzioni, a fronte però di una discussione seria. L'intervento nella sua interezza prevede 90 appartamenti. Intanto sono stati approvati Salviano 2 (700 case) e Nuovo Centro (altre 700). È stato costruito in ogni buco della città e i privilegiati saremmo noi che da vent'anni aspettiamo (con bando vinto) e partecipiamo alla realizzazione di opere pubbliche per 3 milioni e 800mila euro?».

Ma non pensa che non ci sia mercato per altre 90 case?

«Consabit è fatta di soci e molti ci seguono da anni per farsi la casa in Venezia».

Ha detto di voler ascoltare i livornesi: in vent’anni cambiano sensibilità e priorità, se fosse la città a dire stop?

«Consabit avrebbe tutto l’interesse a vedere riconosciuti i suoi diritti. Dal punto di vista economico a Consabit converrebbe farsi fare una proposta per cui non si realizza il Luogo Pio. Una proposta alternativa, che riparasse i danni che abbiamo già subito. Però, come dice Idà, c'è un problema urbanistico: abbiamo la Fortezza chiusa come un pollaio, una piazza che sembra un parcheggio con lavori in corso da vent'anni, i macelli abbandonati: tutti si sciacquano la bocca con la parola “turismo”, vogliamo fare di quest’area il salotto buono o no? Senza Consabit l’intervento pubblico non si farà, il Comune non ha i soldi».

Potreste costruire altrove anche se il Comune ha già preso i soldi del bando?

«Lo chieda a chi pensa che si possa interrompere tutto».

I tempi?

«I lavori partiranno, chiunque faccia il sindaco. Se fosse una persona contraria, si creerebbe una situazione tipo Parma, dove il grillino ha fatto campagna anti-inceneritore e poi lo ha inaugurarlo. Ci consulteremo con i cittadini prendendo a esempio Pensiamo in Grande e Cisterino 2020»

Non proprio esempi felici...

«Ma perché l'amministrazione non ha saputo concretizzarli. Apriremo il nostro processo partecipativo subito dopo le elezioni, per presentare il progetto definitivo in tempi ragionevoli».

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