Il Tirreno

Livorno

Comune, il bando disertato Solo 90 domande per 50 stage

di Mauro Zucchelli

E un candidato su tre rimane al palo perché non ha i requisiti: restano in lizza in 53 Nessuno si fa avanti per alcuni dei 26 profili. Bando bis (corretto) fra un mese

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LIVORNO. Meno di novanta giovani si sono fatti avanti per i 50 stage retribuiti per giovani laureati under 30 messi in pista dal Comune di Livorno. E più di uno su tre è stato eliminato in partenza perché la domanda non rispettava i requisiti: colpa del fatto che la laurea non era quella specificamente richiesta ma solo qualcosa del genere oppure, per fare un altro esempio, era stata conseguita da tempo anziché da meno di dodici mesi come richiesto o magari, per dirne un’altra, non aveva l’iscrizione all’ex Collocamento (Centro impiego). Al tirar delle somme ecco che ai colloqui di selezione sono stati ammessi in 53.

È un numero di candidati che, come si vede, è solo di poco superiore al totale dei cinquanta posti a disposizione. Ma il bando era suddiviso in 26 differenti profili, alcuni dei quali sono rimasti a secco, senza neanche uno straccio di candidato.

Del resto, la domanda non andava presentata indistintamente per uno qualunque dei 50 posti. La formula del bando era costruita differenziando i 50 posti in una sfilza di progetti specifici: ciascuno dei quali con una sorta di proprio “canale” d’accesso, ciascuno dei quali con titoli di studio molto specifici, precisando nel dettaglio la singola materia di laurea richiesta.

Ancora si tratta di indicazioni ufficiose, benché confermate da fonti di Palazzo civico: nelle prossime ore partiranno i colloqui di selezione per determinare chi sarà chiamato a svolgere questo o quel tirocinio. Verso la metà del mese sarà possibile conoscere con precisione quali progetti sono rimasti al palo perché non si è fatto avanti nessuno: sembra comunque che la cosa abbia riguardato soprattutto i progetti con titoli di studio da ingegnere.

A quanto è dato sapere, il Comune sarebbe intenzionato a mettere in pista rapidamente (a aprile?) un bando-bis, magari correggendo un po’ la rotta rispetto a quello precedente per non ritrovarsi di nuovo con le pive nel sacco.

Non sono mancati negli ultimi 15 anni i concorsi formato kolossal: come i tremila che nel 2010 erano si presentati per i 15 posti di impiegato in Provincia, come i 1.200 che hanno fatto domanda lo scorso anno per i tre posti da vigile urbano, come i 1.500 che nel 2008 erano finiti al PalaLivorno sognando 22 assunzioni di insegnanti in nidi e materne.

Stavolta i posti erano tanti (50, come detto) ma si trattava di tirocini di sei mesi che, sotto l’ombrello del progetto regionale “Giovani sì”, promettono tutt’al più 500 euro al mese.

Il basso numero di domande è l’indizio che gli under 30 vogliono il posto fisso o s’accontentano della paghetta che arriva dalla nonna? Mica tanto, se è vero che ad esempio formule analoghe (da 400-500 euro mensili come nel servizio civile o in altri stage del progetto della Regione) sono state prese forse non d’assalto ma quasi.

Va detto che qui stiamo parlando di laureati: la nostra provincia ne “produce” grossomodo 200-300 ogni anno. Ma questo numero comprende l’intero ventaglio delle varie discipline di laurea mentre il bando del Comune ne chiedeva alcune assai specifiche, come la laurea in informatica umanistica o quella in lettere o beni culturali a indirizzo archivistico oppure quella in scienze geologiche e via dicendo. Oltretutto è fondamentale il fatto di averla conseguita negli ultimi mesi, segnatamente non prima del 2 aprile scorso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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