Gioco
I lavoratori della Labronica: «Tutti nelle società del Comune»
Così per ora non rispondono sì alle proposte di Alfea e golf. Ma i licenziamenti ormai sono alle porte «Lo dice la legge di Stabilità. Se non ci sono posti aspetteremo nelle liste di mobilità delle partecipate»
LIVORNO. «C'è una legge dello Stato che stabilisce il passaggio di lavoratori tra società partecipate. Oggi i posti sono solo sei? Bene, verifichiamo se nei prossimi mesi ci sarà disponibilità: meglio aspettare nelle liste di mobilità delle società comunali e magari, nel frattempo, gestire noi le corse al Caprilli…». Le parole pronunciate ieri dai lavoratori della Labronica riuniti all'ippodromo non lasciano spazio all'interpretazione: vogliono entrare tutti nelle società satellite del Comune e la possibilità che firmino a breve contratti di lavoro con la pisana Alfea (che dovrebbe gestire l'ippodromo nei prossimi anni) e con la Federazione italiana golf sembra lontana.
Cinque dei venti dipendenti sono già passati ad Aamps (quattro operai) e a Casalp (un impiegato), come previsto dalla Legge di Stabilità entrata in vigore a gennaio. Sono stati scelti in base ai criteri dell'anzianità di servizio e dei carichi familiari definiti dalla 223 sul licenziamento collettivo, procedura che è stata avviata a novembre e che scade oggi.
«Ma la Legge di Stabilità – rivendica Umberto Tedeschi – prevede criteri di scelta diversi che sono stati violati dall'amministrazione». Tedeschi sottolinea che i lavoratori rimasti fuori come lui dalle partecipate per ora non hanno accettato nessun altra offerta. Lo sottolinea all'indomani del consiglio comunale, dove l'assessore Bernardo ha annunciato che a breve il Comune chiuderà l'accordo per il campo da golf.
«A oggi l'unica certezza – dice Tedeschi – è la mobilità di alcuni dipendenti verso Aamps e Casalp. L'unica novità vera». «Alfea – racconta – ha inviato dieci lettere con proposta di assunzione ad altrettanti lavoratori: uno potrebbe entrare anche in Aamps, ma se decidesse di firmare con Alfea dovrebbe prima licenziarsi. Altri tre sono stati individuati da Alfea su suggerimento del Comune perché vicini alla pensione: fino a quel momento Alfea non pagherà l'affitto del Caprilli al Comune, che quindi di fatto se li accollerà. Degli altri sette (uno andrà in pensione nel 2017), si farà carico Alfea. Quindi alla fine saranno 5 o 6 le unità che si prenderà sulle spalle la società pisana...».
Tra quelli che hanno ricevuto la lettera c’è Alberto Silvestri. La società, spiega, «mi assumerebbe dopo aver firmato l’accordo col Comune, se mi prende dalle liste di mobilità e se, ovviamente, accetto un certo salario». Sempre contratto nazionale dello spettacolo, ma «con circa 300 euro in meno. E a Pisa hanno il contratto di solidarietà...».
Una lavoratrice è finita in una coop di servizi mentre quattro lettere simili sono state inviate dal golf. «Entro il 20 febbraio – riprende Tedeschi – avremmo dovuto dire sì o no: abbiamo risposto che siamo lusingati, ma ancora in attesa di definire il quadro generale. E ancora dipendenti della Labronica». «Per quanto riguarda il golf – gli fa eco Gabriele Vittori – non è vero che in tre hanno già accettato, come ha detto la Bernardo: sono tra quelli, ci siamo riservati di rispondere...».
«Nel 2011 – si accende Vittori – c'era stato presentato dal Comune un progetto a tre gambe: Alfea, golf e Ceschina (che ora sembra sparita). Ma oggi c'è una legge che sancisce la mobilità tra partecipate e fissa criteri diversi da quelli della 223, che viene presa in considerazione per i licenziamenti collettivi, non per rimettere al lavoro». Il licenziamento collettivo, però, è stato avviato nel 2013. «Ma la graduatoria per andare nelle partecipate – controbatte Vittori – è saltata fuori a inizio 2014: il liquidatore aveva comunicato alle altre partecipate che le eccedenze della Labronica erano venti. Ci sono solo sei posti disponibili? Verifichiamo se nei prossimi mesi ci sarà la disponibilità...». «E comunque – lo interrompe Tedeschi – da gennaio in Aamps sono stati assunti lavoratori a tempo determinato e non poteva essere fatto».
La palla finirà nelle mani degli avvocati. Anche perché da oggi il liquidatore potrebbe inviare le lettere di licenziamento. Quando viene chiesto loro se firmeranno con Alfea e golf, i lavoratori rispondono che valuteranno. Per ora non sembrano prenderlo in considerazione («siamo ancora della Labronica e non abbiamo visto progetti e piani»). Ma anche che «è probabile che molti impugnino i licenziamenti per restare nelle liste delle partecipate». Che per legge, dicono, «non possono più assumere e quindi, in futuro, dovranno attingere da qui».
Così si torna a bomba, con il progetto di gestione presentato dai dipendenti mesi fa, nonostante la Labronica sia in liquidazione con un maxi debito che sarà saldato “a rate” dal Comune: «Vogliamo fare le corse per conto nostro, le convenzioni ci sono. Stiamo regalando il Caprilli ad Alfea, che non dovrà pagare né Tia né affitto».
Juna Goti
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