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Livorno

Bacchettate all’Authority: Porto 2000 nel mirino dell’Antitrust

Bacchettate all’Authority: Porto 2000 nel mirino dell’Antitrust

L’Antitrust ha bacchettato la Port Authority livornese: nel mirino il settore crociere e il ruolo esclusivista affidato senza gara alla Porto di Livorno 2000 che, guidata da Roberto Piccini, è controllata dalla stessa Autorità portuale

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LIVORNO. Dopo il tonfo record nel numero dei croceristi e dopo lo scontro fratricida fra cargo e turisti, ecco altra benzina sul fuoco: l’Antitrust ha bacchettato l’Autorità portuale di Livorno per la concessione demaniale («rinnovata da ultimo nel 2006 e con scadenza nel 2019») che affida alla Porto di Livorno 2000 guidata da Roberto Piccini la gestione dello scalo passeggeri. In realtà, più che la concessione in sé è sulla graticola il ruolo della società guidata da Roberto Piccini e il modo con cui l’Authority l’ha fatta crescere. A cominciare dal fatto che l’istituzione portuale ha affidato in via diretta e in esclusiva, senza cioè una gara o comunque una procedura di evidenza pubblica, il porto passeggeri a una società che lei stessa controlla (con il 72,18% delle quote, il restante 27,82% è della Camera di commercio). Il garante della concorrenza mette nel mirino esplicitamente quest’aspetto.

Da parte dell’Authority si risponde che l’Antitrust si limita a auspicare, non dà obblighi, e anzi la cessione delle quote (è in corso il lavoro dell’advisor Kpmg) va proprio nella direzione auspicata dal garante. In effetti, la privatizzazione mediante gara è chiesta a gran voce dall’Autorià per la concorrenza. Ma non è l’unico aspetto sul quale l’Antitrust si sofferma. Ad esempio, parlando della scelta dei concessionari, dice che è «opportuno ridurre la discrezionalità amministrativa». E sul rinnovo automatico delle concessioni ammette che è sì un’abitudine diffusa ma è meglio di evitarla («non consentirebbe di cogliere i benefici che deriverebbero dalla periodica concorrenza»). Dito puntato anche contro il fatto che servizi come «assistenza al passaggio di frontiera/dogana, servizi di navetta, eccetera», che il garante giudica «non strettamente connessi alla gestione della stazione marittima», siano affidati in esclusiva a Porto 2000 mentre andrebbero lasciati «alla libera iniziativa degli operatori di mercato» (o comunque affidati «tramite procedura a evidenza pubblica»).

A innescare questo terremoto sul fronte delle crociere era stato il ricorso della società William Shepherd del gruppo Fanfani: l’avvocato Luciano Canepa che ne tutela gli interessi ritene che può essere visto come la rottura di un tabù il fatto che l’Antitrust rimarchi criticamente che la Porto 2000 «ha assunto il ruolo di interlocutore esclusivo della Capitaneria di porto nella richiesta di accosti da parte delle stesse navi da crociera».

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