Gioco
«Nessuno sa quando potrà essere disponibile»
Bloccata la visita di tre consiglieri regionali e dei garanti dei detenuti: impossibile entrare nell’edificio
LIVORNO. Non si sblocca la situazione paradossale del nuovissimo padiglione della casa circondariale di Livorno: nonostante la visita di ieri mattina di una delegazione regionale niente sembra muoversi e, anzi, la situazione continua a peggiorare.
«Non si ha ancora contezza di quando sarà disponibile» spiega il garante provinciale dei diritti dei detenuti Marco Solimano, dopo aver accompagnato all'interno del carcere livornese il garante regionale Franco Corleone e i consiglieri regionali Marco Ruggeri, Marco Taradash e Marta Gazzarri. Sebbene la delegazione non sia potuta entrare all'interno del nuovo padiglione, è stato comunque possibile raccogliere testimonianze sullo stato di avanzato degrado in cui versa la struttura con tutte le problematiche che una situazione del genere comporta.
«Ci hanno raccontato di come sia pieno di infiltrazioni d'acqua, con gli ascensori già completamente arrugginiti» spiegano i consiglieri Taradash e Gazzarri. «È uno scandalo, – incalzano – sul quale si deve indagare per capire di chi siano le responsabilità».
La situazione del carcere livornese, già grave a causa dei problemi comuni a tutto il sistema carcerario (sovraffollamento, difficoltà nell'attuare politiche educative di reinserimento, mancanza di spazi adeguati, strutture fatiscenti), rischia di aggravarsi a causa di questa mancata apertura: «Sebbene la condizione del carcere sia falsata dai bassi numeri dovuti al trasferimento di una parte dei detenuti, lo stato di emergenza è chiarissimo – aggiunge Ruggeri – ed è chiaro come il padiglione sarebbe fondamentale, sopratutto per permettere le attività riabilitative».
I consiglieri lanciano un appello, condiviso dal garante regionale Corleone: «È necessario rimettere in moto il carcere nella sua normalità – spiega – non possiamo lasciarlo al proprio destino. E sopratutto non possiamo accettare che dopo aver chiuso alcune vecchie sezioni per mala costruzione si debba assistere al ripetersi dello stesso dramma».
Intanto nelle prossime settimane è atteso un incontro: quello tra Corleone e il prefetto Angelo Sinesio, commissario edilizio penitenziario, stretto collaboratore del ministro Cancellieri nonché autore del “Piano carceri” presentato ad otobre scorso. Sinesio da cui il garante regionale spera di avere qualche risposta.
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