Il Tirreno

Livorno

Un sacerdote di Livorno tra gli elettori del “Papa dei salesiani”

Un sacerdote di Livorno tra gli elettori del “Papa dei salesiani”

Don Gino Berto, parroco della comunità di viale del Risorgimento, si trova a Roma insieme ad altri 223 confratelli in rappresentanza di 132 nazioni per il Capitolo Generale

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LIVORNO. Per la prima volta un salesiano della comunità di Livorno (che ha compiuto cento anni di presenza nella nostra città) sta partecipando al Capitolo Generale, di fatto il conclave della congregazione che eleggerà il nuovo Rettor Maggiore, ovvero il Papa dei salesiani. Il sacerdote chiamato a questo compito è don Gino Berto, parroco e direttore della comunità di viale del Risorgimento che da alcuni giorni si trova a Roma ( e vi resterà fino al 12 aprile) insieme ad altri 223 confratelli in rappresentanza di 132 nazioni. Don Berto racconta le sue prime impressioni: "Un'esperienza dal respiro mondiale, ricchezza di culture, lingue, fede, salesianità, un mosaico che vuole esprimere con i tanti tasselli il voto di don Bosco, in nostro santo di riferimento, oggi. Si riflette, si verifica, si sogna, si progetta insieme, insomma una ricchezza impensabile".

I salesiani, come ogni congregazione e ordine religioso si trovano ogni sei anni in Capitolo Generale per pensare e programmare il domani della loro vita consacrata alla luce dell'esperienza carismatica di don Bosco. Al termine di questa assise viene eletto il nuovo Rettor Maggiore che guiderà la congregazione per il prossimo sessennio.

A Roma nella sede centrale della Congregazione don Gino aggiunge che "si sussegueranno giorni di Cenacolo dove attraverso lo studio e il confronto cercheremo di trovare insieme un paradigma di riflessione e di azione per il cammino futuro. "Il cielo in una stanza" recitava il titolo di una nota canzone, potrebbe essere l'immagine più vera di questi giorni romani, scoprire il cielo possibile per i tanti giovani che nel mondo cercano la luce di una vita piena di senso e di felicità".

"I giovani oggi - continua don Gino - sono una sfida dentro una cultura dove il primo posto è occupato da ciò che è esteriore, immediato, visibile, veloce, superficiale, provvisorio. Come i salesiani possono essere profeti del nuovo che rende nuova la vita? Come essere uomini che illuminano il futuro di tanti giovani? Ci è chiesto di essere audaci e creativi nel ripensare obiettivi, strutture, stile, metodi di educazione e di annuncio della vita. Speriamo di riuscirci".

"Sento la mia presenza a questo Capitolo - conclude don Berto - come un infinito dono di Dio che chiede la responsabilità di vivere con intensità questa opportunità e poterla poi condividere con tutta la comunità. Un intenso, fraterno e affettuoso saluto a tutti , accompagnato da quel legame nella fede che si esprime nella preghiera".

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