Il Tirreno

Livorno

Stalking, dispetti e minacce da un anno

di Lara Loreti
Stalking, dispetti e minacce da un anno

L’appello disperato di una donna: «Non so più cosa fare, sono perseguitata, me lo ritrovo ovunque». Indagano i carabinieri

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Da circa un anno sono perseguitata da un uomo che mi segue, mi minaccia, mi insulta e una volta è anche andato vicino a mettermi le mani addosso. Io non vivo più serenamente e ho paura per me e per la mia famiglia». Comincia così lo sfogo di una donna di 60 anni che nel corso dell’ultimo anno, insieme a suo figlio, anche lui vittima di minacce da parte della stessa persona, ha presentato una serie di denunce ai carabinieri di Collesalvetti, che stanno seguendo il caso. «Ho subìto anche il taglio della gomme dell’auto e la stessa cosa è successa a mio figlio - dice la donna, mostrando le denunce - Quando è successo ho visto quell’uomo nelle vicinanze dell’auto. Io credo che i fatti siano collegati».

La storia comincia un anno fa, a Collesalvetti, con le prime molestie e la prima denuncia fatta dalle vittime. Una vicenda complicata, su cui sono in corso indagini dei militari dell’Arma. Protagonisti da un lato mamma e figlio livornesi, lei 60 anni, e lui, 40, che denunciano gli episodi di persecuzione; dall’altro il presunto molestatore, militare di 40 anni, e la sua compagna.

Ecco il racconto della vittima: «Quest’uomo è il nuovo compagno della ex nuora. Lei, appena si separarono denunciò mio figlio per maltrattamenti, accusa che non aveva alcun fondamento e che infatti poi è decaduta. Ora io non ho più niente a che fare con mia nuora, e anche mio figlio ha chiuso con lei. Il contatto che è rimasto, è legato al fatto che loro hanno una figlia, con l’affidamento congiunto, ma per il resto il rapporto è chiuso. Fatto sta, che da quando questa persona si è accompagnata alla ex moglie di mio figlio, ha cominciato a perseguitarmi. Ovunque io vada me lo ritrovo davanti e non sono più libera di fare le mie cose con tranquillità».

L’ultimo episodio è successo venerdì pomeriggio. «Ero uscita a fare la spesa, poi mentre rincasavo a un tratto, svoltando l’angolo, mi sono trovata davanti agli occhi lui, con un cappuccio in testa, che mi ha molto spaventato. Allora mi sono fatta coraggio e gli ho chiesto: “Ma cosa vuoi da me? Cosa ti ho fatto, me lo spieghi?”. Lui allora mi ha risposto minacciandomi: “Mi stai sulle scatole e prima poi ti rompo le ossa”. Io allora ho proseguito dritta verso casa, ma ero sconvolta». Appena due giorni prima, la sessantenne aveva presentato l’ennesima denuncia nei suoi confronti. «Martedì scorso stavo camminando in centro in paese quando a un tratto dal terrazzo di casa sua s’è affacciato questo uomo che ha cominciato a inveire contro di me con parole orrende. Poi ha aggiunto che questa volta l’avrebbe “fatta finita” ed è corso giù per le scale fino al cancello di casa, mentre io ero sul marciapiede al lato opposto della strada. A quel punto, per fortuna, sono intervenuti alcuni volontari della Svs che si trovavano lì e che erano stati attirati dalle grida di lui. La loro presenza mi ha salvato. Io però non posso più vivere così. Chiedo un intervento decisivo alle forze dell’ordine affinchè questa storia finisca perché finora non sono stata tutelata».

Alle parole della sessantenne fanno eco quelle del figlio. «Io e mia madre siamo molto preoccupati anche perché inevitabilmente mia figlia è a contatto con lui. Cosa dobbiamo aspettarci? È già successo un precedente un anno fa circa: mia figlia aveva dolore a un braccio e poi mi ha confidato che lui l’aveva spintonata per farla salire sull’auto. Lei non voleva perché era la prima volta che lo vedeva ed era ancora scossa per la separazione tra me e mia moglie».

Il periodo più acuto delle molestie, come denunciano madre e figlio, è stato ad aprile/maggio 2013. «In quel mese - dice lui - io e mia madre siamo stati massacrati da molestie e provocazioni: nel nostro giardino volava di tutto, persino la cassetta della posta, che era stata sradicata e lanciata. Poi ogni volta che mi vedeva, lui mi faceva foto. Una volta mi anche messo le mani al collo. Negli stessi giorni, ho anche trovato un biglietto di minacce alla saracinesca del mio negozio. Le molestie sono proseguite e ora non ne possiamo più».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa