Il Tirreno

Livorno

La politica arte del possibile

Simone Lenzi

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Mi fa piacere che la lista "Buongiorno Livorno" abbia deciso di proseguire il suo cammino politico.
Nonostante non abbia raggiunto la soglia di iscritti che i promotori avevano fissato come condizione iniziale per presentarsi alle elezioni. Ne sono felice perché ritengo utile che le istanze critiche di cui si fa portatrice (da sinistra), trovino adeguata rappresentanza, anche se, per quanto ho potuto capire sin qui, molte delle loro idee per rilanciare la città sono piuttosto diverse dalle mie. La cosa però che più mi conforta in questa loro dibattuta decisione è, paradossalmente, proprio il fatto che comincino la campagna elettorale all'insegna di un compromesso fra gli obbiettivi ideali (avere almeno un iscritto in più del Pd) e la realtà (averne poche centinaia di meno). Da oggi quindi, è come se, di fatto, fossero diventati un po' meno “duri e puri” di quanto non aspirassero ad essere nelle premesse: data la mia personale antipatia verso tutta la retorica della purezza, non posso che salutare questa novità con simpatia. La politica è del resto proprio questo: che si dice una cosa (possibilmente in buona fede), la si misura con la realtà e spesso si finisce col farne una un po' diversa. Non c'è nulla che debba far storcere il naso in questo. L'importante è piuttosto che a sancire la distanza fra ideali e compromessi non siano mai motivetti di bottega o esasperati personalismi, e che il metro con cui giudicarla accettabile sia, sempre e comunque, il bene comune. La verità è che la lista “Buongiorno Livorno” era partita con l'idea di superare il numero di iscritti del Pd perché lo si riteneva un traguardo simbolico di portata possibile. La traduzione del messaggio ai cittadini, insito in quell'obbiettivo, suonava più o meno così: “siete governati da un partito, il Pd, che ha perso molto del suo radicamento nel territorio. Adesso vi facciamo vedere che possiamo fare di meglio ripartendo dal basso”. Il mancato raggiungimento di questo obbiettivo costituisce quindi una sorta di peccato originale (ma tutto sommato veniale), che ne iscrive di fatto i sostenitori e i potenziali elettori fra coloro che sono evidentemente disposti a scendere a patti con la politica. E la politica, per quanto posso saperne, altro non è che "l'arte del possibile", a dispetto di ogni irrigidimento di principio. Restando allora fra coloro che non aderiranno a "Buongiorno Livorno", vorrei comunque far loro i miei auguri sinceri.

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di Redazione web