Lutto
Appalti a metà prezzo, così muoiono le imprese
Talini accusa: «Diciamo basta alla logica perversa del paghi uno prendi due» Nel mirino il ribasso del 47% per costruire 60 alloggi pubblici a Shangai
LIVORNO. C'è chi la corsa ai saldi di stagione non l'ha mai digerita: sono le piccole e medie imprese locali che devono fare i conti con i ribassi record nelle gare di appalto. E stavolta, di fronte a un lavoro vinto con il 47% di ribasso rispetto al prezzo base, gli artigiani Cna gridano tutta la loro rabbia: «Basta con il metà prezzo, è la morte delle nostre imprese».
Nel mirino un appalto di Casalp, l'ex istituto case popolari, per la costruzione di 60 appartamenti a Shangai nell'isolato 419 fra via Bixio, via Menotti e via Stenone. Hanno partecipato 22 società, l'ha spuntata una impresa modenese che si è fatta avanti con un ribasso del 46,999% sulla base d'asta inizialmente fissata dai tecnici Casalp a 7,08 milioni di euro.
«Delle due l'una: o chi ha fissato il prezzo di partenza della gara ha sbagliato di grosso i calcoli, o anche in edilizia è possibile il prendi due paghi uno». Dario Talini, responsabile di Cna Costruzioni, usa l'arma dell'ironia per mettere nero su bianco la propria amarezza di fronte all' «ennesima gara aggiudicata a imprese addirittura di fuori regione in cui il fattore prezzo ha giocato un ruolo determinante».
«La stragrande maggioranza delle imprese livornesi si sono ormai quasi arrese e non partecipano nemmeno più a queste gare», dice l'esponente dell'artigianato, che parla di «storture»" rispetto alle quali «non vogliamo restare inermi». Però è vero che qui il criterio applicato non era quello del semplice massimo ribasso nudo e crudo. Lo ammette anche Talini: sì, valeva la cosiddetta offerta economicamente più vantaggiosa. Ma «al fattore prezzo veniva dato un punteggio di 60 contro il 40 dell'offerta tecnica». E aggiunge: «Accade così che un'offerta che vede aggiudicarsi il massimo dal punto di vista della validità tecnica e quindi qualitativa della realizzazione, viene surclassata da chi prende il massimo punteggio nel ribasso del prezzo pur avendo preso molto meno nella graduatoria tecnica».
Qualcosa non torna, secondo la Cna. «Se il prezzo di partenza fatto da Casalp in base ai parametri ufficiali è un prezzo già giudicato potenzialmente congruo, ma ovviamente migliorabile in una certa percentuale dalle aziende dotate di migliore organizzazione del lavoro, di maggiore forza contrattuale con i fornitori dei materiali, di migliore dotazione strumentale e di più elevata competenza, non è possibile – avverte Talini – che ciò sia nella misura del metà prezzo». La Cna ricorda che «già un ribasso del 25% vuol dire grossolanamente che di un palazzo di quattro piani di cui tu hai fatto il prezzo, uno te lo regalo». E Talini rincara la dose: «Come è possibile che te ne possa regalare addirittura due?».
Gli artigiani Cna invitano a ribaltare la logica seguita in questo caso: «I tecnici degli enti pubblici dovrebbero saper calcolare al meglio il prezzo di partenza, in modo che la gara si giochi principalmente sul versante della tecnica e della qualità di realizzazione, dando quindi a questa il valore di 60 ed al fattore prezzo il 40». L'organizzazione di categoria insiste sul proprio cavallo di battaglia: a livello locale «si può fare ancora molto contro la crisi». Ed è proprio ad aspetti come questo che fanno riferimento: «Le stazioni appaltanti pubbliche del territorio devono fare il massimo affinché le imprese locali possano giocare tutte le loro carte e non solo quella del prezzo, anche a beneficio degli utenti».
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