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«Pedoni investiti Serve un semaforo»
L’Aci va all’attacco dopo l’ultimo incidente sul viale Alfieri «Davanti al poliambulatorio serve un impianto a chiamata»
LIVORNO. La causa degli incidenti in prossimità delle strisce pedonali sull’Aurelia? Non la disattenzione o l’alta velocità degli automobilisti, né l’eventuale imperizia di chi attraversa, quanto piuttosto il mancato intervento dell’amministrazione comunale, che avrebbe dovuto regolamentare i passaggi zebrati con semafori pedonali a chiamata.
È questa la tesi sostenuta dall’Automobil Club Livorno in un comunicato inviato al Tirreno, a firma del presidente della commissione traffico, Riccardo Heusch, dopo l’ultimo caso di investimento sulle strisce, avvenuto mercoledì scorso davanti al poliambulatorio di viale Alfieri.
«Invitiamo i cittadini e le istituzioni a una riflessione - scrive l’Aci - in merito all’organizzazione della viabilità in una zona tanto critica. Crediamo - si legge nella nota - che il conducente della vettura coinvolta nell’investimento non abbia avuto alcuna responsabilità. Lo stesso giudizio - prosegue Heusch - lo diamo per il furgone che si è trovato suo malgrado interessato nella vicenda: la sola colpa del conducente, pur da considerarsi più o meno veniale, risiede nel fatto di non aver con tutta probabilità rispettato la distanza di sicurezza dalla vettura che lo precedeva».
Il terzo protagonista dell’episodio è la signora ottantenne travolta sulle strisce. Secondo l’Aci, oltre alle condizioni meteo avverse (in quel momento si era scatenato un violento temporale), potrebbe esserci stato un pizzico di imperizia del pedone «nella mossa di attraversamento. Un aspetto - precisa subito Heusch - che non intendiamo criminalizzare in alcun modo».
Si arriva così al “vero responsabile” del sinistro, secondo la tesi dell’Automobil Club: «Intendiamo indicare come colpevole sul banco degli imputati un quarto protagonista. Seppur privo di personalità specifica, si tratta di un vero e proprio convitato di pietra. Vale a dire il cronico, mancato posizionamento da parte dell’amministrazione di un semaforo pedonale con funzionamento “a richiesta”. Una soluzione - ricorda Heusch - che abbiamo suggerito più volte, ma che è sempre stata ignorata».
Per l’Aci il semaforo tradizionale davanti all’ospedale non basta: « L’affluenza davanti al poliambulatorio è tutt’altro che marginale. Qui, un semaforo a chiamata sarebbe un meccanismo semplice ed efficace in termini di maggiore sicurezza per i pedoni e gli altri utenti della strada».
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