Gioco
Lancio di bulloni, sei ultra denunciati
Identificati dalla polizia grazie ai filmati un primo gruppo di tifosi ritenuti responsabili dei disordini prima di Livorno Verona
LIVORNO. Li hanno identificati grazie alle telecamere dello stadio, incrociando i filmati girati fuori dal Picchi con le riprese interne, e soprattutto con quelle fatte dall’ elicottero della polizia che per tutto il giorno ha roteato sulla città. Una comparazione attenta, frame dopo frame, tra fisionomia, altezza, vestiti, segni particolari e così via dei protagonisti. È così che, a distanza di meno di sei giorni, gli agenti della Digos della polizia, insieme agli esperti della scientifica, sono arrivati ad individuare una prima trance di tifosi amaranto ritenuti responsabili degli scontri che sono successi nel pre partita Livorno Verona. Si tratta di sei giovani livornesi di età compresa tra i 24 e i 34 anni. Sono ragazzi già noti alla forze dell’ordine per reati connessi allo stadio, come accertato dalla polizia. Giovani che in questa occasione si sono resi responsabili, a vario titolo, di violazione del Daspo, radunata sediziosa, travisamento in occasione di manifestazioni pubbliche, porto e lancio di fumogeni e di oggetti atti ad offendere, in particolare bulloni. Per loro è in corso la segnalazione all’autorità giudiziaria e l’emissione del Divieto di accesso alle manifestazioni sportive (Daspo).
Ma non finisce qua. Sono in corso ulteriori indagini per individuare le altre persone che hanno partecipato ai disordini prima della partita. Un’impresa non facile. I filmati sono lunghissimi, ore e ore di riprese. E le persone da individuare, in tutto circa 180, sono quasi tutte travisate. La polizia sta lavorando senza sosta al caso. Un evento di particolare rilievo: per tutto il giorno la città è stata blindata e nel corso delle ore calde, dalle 9.45 alle 11.30 (la partita è iniziata alle 12.30), per molti livornesi è stato impossibile andare a prendere un caffè sul mare serenamente: il lungomare era presidiato.
Tuttavia, il clou degli episodi violenti c’è stato prima fuori dallo stadio e poi in via dell’Ardenza, all’incrocio con via di Popogna, vicino ai cimiteri della Misericordia. In base a quanto appreso, i sei denunciati sarebbero coinvolti nel primo episodio, quello successo alle 9.45 in via Rodocanacchi, fuori dal Picchi, e che è stato ripreso dalle telecamere. Dalle immagini si distinguono con chiarezza alcuni momenti salienti della fase acuta dei disordini e ci sono frame in cui si vedono bene ragazzi armati di bastoni, con fumogeni in mano e con i volti coperti da passamontagna, sciarpe e maschere. Ad alcuni dei denunciati viene contestata anche l’adunata sediziosa in quanto, già da 3-4 giorni prima del match con il Verona, degli ultrà si erano dati appuntamento alle 9 fuori dallo stadio. E secondo la polizia alcuni di loro avevano già intenzioni negative. In realtà, come spiegato dai tifosi in un volantino diffuso anche su facebook, l’intento degli amaranto era quello di organizzare un incontro di gruppo per rispondere alle provocazioni fatte on line dai veronesi, che avevano espresso la volontà di venire a Livorno mascherati. Ironia della sorte, però, alla fine i sostenitori della città scaligera non sono stati protagonisti di episodi violenti, cosa che invece è successa a una parte dei livornesi. Nel mezzo c’è capitata la polizia che aveva organizzato un ampio servizio di ordine pubblico, vista la delicatezza del match, caratterizzato da tifoserie di opposte posizioni politiche.
Ieri mattina intanto si è riunito il comitato per l’ordine pubblico: oggi al Picchi la squadra amaranto ospita il Napoli. I biglietti venduti, oltre ai quasi 7000 abbonati, sono circa 4000. Di questi, 600 vengono da Napoli, ma ci sono tanti tifosi biancocelesti anche tra i livornesi.
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