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Uranio impoverito: muore militare di 41 anni di stanza a Livorno
A renderlo noto l’Osservatorio militare: «Sposato, senza figli, dopo le missioni un tumore al fegato (guarda caso) lo porta via senza neanche capire quello che stava succedendo»
L’uranio impoverito fa ancora morti. A perdere la vita Ciro Pinto, un militare di 41 anni di stanza a Livorno. E così sale a 310 il numero di militari uccisi dalla presunta contaminazione con la sostanza radioattiva. Lo riferisce l’Osservatorio militare con una nota. «Doloroso e freddo conteggio quello delle vite spezzate dall'incoscienza e dall'incapacità degli uomini ai vertici politici e militari del nostro Paese. Aveva solo 41 anni il giovane tenente colonnello paracadutista del 9 Col. Moschin morto causa della contaminazione da uranio. Sposato, senza figli, dopo le missioni un tumore al fegato (guarda caso) lo porta via senza neanche capire quello che stava succedendo».
L’Osservatorio prosegue. «Trecentodieci sono quelli che contiamo, quelli che emergono dalla fossa del colpevole silenzio in cui finiscono giovani vite colpevoli solo di aver servito la Patria ed essersi fidati dei loro rappresentanti. Non ci fermeremo - sottolinea l'associazione in un comunicato - e continueremo a portare avanti la battaglia. Cercheremo di smascherare chi sta cercando d'inquinare le prove, di creare confusione confondendo cause e concause, parlando di effetti dei vaccini pur sapendo che non potrebbero mai essere causa di leucemie o tumori». Il militare era un incursore di stanza a Livorno ormai da diversi anni, con diverse esperienze di missioni all'estero.
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