Il Tirreno

Livorno

Stop a discariche abusive grazie agli “007” del pulito

di Giorgio Carlini

Alla scoperta dell’attività di monitoraggio degli ispettori ambientali di Aamps Non solo prevenzione e “ramanzine”: le indagini portano anche a multe salate

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Ufficialmente sono solo in cinque. Una presenza che, paragonata al vasto territorio livornese, può sembrare esigua, ma che invece è già stata capace di dare una forte accelerata alla lotta a discariche abusive e rifiuti abbandonati.

L’istituzione degli ispettori ambientali di Aamps, gli “007 del pulito”, ha innescato un meccanismo positivo in gran parte della città, con la sensibilizzazione degli addetti ai lavori, la collaborazione fattiva con i vigili urbani, il senso civico e l’impegno diretto dei cittadini.

Istituiti dal Comune con una modifica al “Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati”, i primi cinque ispettori ambientali sono entrati in servizio nell’ottobre 2013. I corsi di formazione, in verità, hanno riguardato 22 operatori (tutti reclutati tra il personale Aamps). E visto il debutto positivo degli ispettori “apripista”, c’è da scommettere che saranno presto affiancati da altre unità.

Come recita il documento istituivo, l’ispettore si occupa prevalentemente di «educazione ambientale, sensibilizzazione e informazione alla cittadinanza». Prevenzione? In parte, ma non solo. Un’arma spuntata? Niente affatto. Non inganni l’impossibilità di erogare sanzioni o il rispetto della privacy (è vietato aprire i sacchetti dell’immondizia che si trovano chiusi): gli ispettori ambientali hanno reali poteri di vigilanza e controllo, grazie alla collaborazione diretta con i vigili urbani. Gli “007” si sono rivelati fondamentali per accertare le violazioni e per risalire, tramite i loro accertamenti, ai responsabili del conferimento errato della spazzatura.

Ma come funziona una indagine ambientale? Prima di tutto c’è la “fase esplorativa”. Gli ispettori perlustrano quotidianamente una determinata zona, considerata “critica” per le attività svolte (mercati o aree industriali) oppure per i precedenti abbandoni o ritrovamenti di piccole discariche abusive. In questa fase sono fondamentali le segnalazioni dei livornesi. All’Aamps arrivano telefonate al numero verde (800031266) o contatti su sito web o social network: i cittadini, con descrizioni o foto, indirizzano l’attività degli ispettori verso un luogo preciso.

Individuato il bersaglio, si passa all’indagine vera e propria: gli operatori Aamps setacciano contenitori e sacchi lasciati fuori dai cassonetti, cercando elementi che permettano di scovare i responsabili. L’operazione è più semplice quando dietro all’abbandono si cela un’attività commerciale piuttosto che un privato (è anche la possibilità più frequente): in questo caso già dal tipo di materiale si riesce a risalire all’azienda. Se questo non basta, si guardano etichette, carte da imballaggio, copie di scontrini e così via. Nel caso di privati cittadini, invece, prove schiaccianti sono le buste delle lettere postali o poco altro.

Accanto alla fase di indagine c’è quella “archivistica”: vengono scattate foto di rifiuti e discariche, e tutte le informazioni vengono conservate nei database di Aamps.

Se poi gli ispettori risalgono ai responsabili dell’errato conferimento dell’immondizia, si aprono due strade: il dialogo o la sanzione. Spesso, specie nel caso si tratti della prima infrazione accertata, gli operatori preferiscono limitarsi a una “ramanzina”, spiegando così all’autore del gesto che tali comportamenti non passano più sotto silenzio, e che a vigilare, oltre all’Aamps, ci sono gli stessi cittadini e pure le forze dell’ordine.

Se invece l’abbandono è recidivo, o riguarda grosse quantità di materiale oppure ancora rifiuti pericolosi, allora si procede con le contravvenzioni. Gli ispettori inoltrano tutta la documentazione dell’indagine alla polizia municipale, che commina una sanzione nei confronti del responsabile identificato.

Si chiude così una “catena” che comincia con il senso civico dei cittadini e si conclude con l’intervento dei vigili. E che vede negli “007 del pulito” un collante fondamentale per la tutela dell’ambiente.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini