Il Tirreno

Livorno

Oltre 60 le “sanzioni congiunte” in 5 mesi

Oltre 60 le “sanzioni congiunte” in 5 mesi

Funziona la collaborazione con la municipale. Più di 3mila gli interventi per i materiali abbandonati

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LIVORNO. Da quando sono entrati in servizio, nell’ottobre 2013, gli ispettori ambientali di Aamps hanno inoltrato 66 verbali alla polizia municipale. Si tratta solo della “punta dell’iceberg” del lavoro degli cinque operatori ecologici, se è vero che le sanzioni delle forze dell’ordine rappresentano l’ultima arma per combattere l’abbandono dei rifiuti. Gli interventi per la raccolta del materiale lasciato fuori dagli appositi cassonetti sono molto più numerosi: 3053, di cui quasi la metà (1479) effettuati in seguito alle segnalazioni dei cittadini: segno evidente della fattiva collaborazione dei livornesi nella lotta alla sporcizia in città.

Uno dei principali ostacoli all’attività degli ispettori ambientali è il rispetto della privacy, che impedisce ad esempio di aprire sacchetti chiusi. «Ma questa ipotesi - rivela Enzo Chioini, amministratore unico di Aamps - si presenta raramente, perché molto spesso i contenitori abbandonati sono rotti o chiusi in modo errato. Inoltre - aggiunge - di fronte alla possibilità di materiale pericoloso non c’è privacy che tenga: se c’è il sospetto di rifiuti inquinanti, chiamiamo subito le forze dell’ordine che aprono i sacchi».

Proprio dalla polizia municipale arriva il “pollice in su” per l’operato degli ispettori ambientali: «Non possono fare multe - precisa Michela Pedini, responsabile del Nucleo operativo di sicurezza urbana - ma con il lavoro di indagine svolgono una cruciale attività di filtro. Per noi - sottolinea - è impossibile essere presenti ogni volta in cui un sacco dell’immondizia viene lasciato per strada. Ma se gli ispettori ci indicano il tipo di materiale, la gravità dell’abbandono e il possibile autore, ci permettono interventi mirati e efficaci. Le sanzioni - conclude Pedini - dipendono dal tipo di rifiuti e dalla “distanza” dai cassonetti. La multa solitamente è di 50 euro, ma se si configura un danno ambientale si può arrivare anche a 600 euro».

«La figura dell’ispettore - ricorda infine l’assessore Massimo Gulì - rappresenta un tassello del complesso mosaico messo in piedi dall’amministrazione e dall’Aamps, che insieme alle pulizie straordinarie, all’incremento del porta a porta e ai progetti di educazione ambientale ha lo scopo concreto di rendere la nostra città più pulita».(g.c.)

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