Il Tirreno

Livorno

Scene di vita vera Amori ed emozioni per il mini-festival

di Giulia Mancini
Scene di vita vera Amori ed emozioni per il mini-festival

Al Teatro Officina Refugio stasera e domani spettacoli e performance nel segno del teatro d’emergenza

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LIVORNO. Lui si chiama Andrea Inglese, poeta, insegna alla Sorbona, e questo week-end è a Livorno per portare sul palco del Teatro Officina Refugio uno spettacolo teatrale tratto dal suo libro, “Commiato di Andromeda”, vincitore del premio Ciampi per la poesia italiana. Nel libro, un misto di prosa e poesia, Inglese esplora la possibilità della letteratura di dar conto dell’esperienza vitale. La fine di una relazione tra un uomo e una donna è l’oggetto della “Storia a tre voci” portata in scena sul palco del Refugio stasera alle 22. La band “Sara dei Vetri” si è occupata della parte musicale, e in particolare Sara Bianchi ha ideato una particolare lettura del libro di Inglese. Parigi resta sullo sfondo della scena all’attenzione degli spettatori viene portata la fine di una storia d’amore all’epoca degli studi universitari nella capitale francese. La lettura dei brani del libro viene arricchita dalla musica, una musica che spezza, che scuote che dialoga la poesia. Rock e letteratura si mescolano per dar vita ad uno spettacolo suggestivo che risponde forse al bisogno dell’uomo di creare, di dar vita, di dar forma anche alle emozioni più intime. Questa è Fame d’Aria, questa l’emergenza creativa, la voce di chi può raccontare la storia partendo dall’arte, perché chiunque è in grado di dar voce alle proprie sensazioni. Alessandra Falca di questo ne è convinta e infatti nel pomeriggio di oggi tiene alle 18, sempre nei locali del Refugio un laboratorio per imparare a scrivere una canzone. L’emergenza di esprimersi uscendo dalle banalità è una delle priorità di un tempo che vuole tutti gli uomini conformi alle mode del momento. La dimensione intima della narrazione spesso porta anche al recupero della memoria, a farne un carico prezioso per il proprio bagaglio personale e un dono a chi nel futuro può ritrovare nell’oggi le sue radici. Domani alle 22, Valentina Bischi, artista diplomata all’accademia nazionale di arte drammatica “Pietro Sharoff” porta sulle scene la storia della sua famiglia. Insabbiati è il titolo di questo breve spettacolo che parla di uno scambio epistolare, di due destini separati dalla guerra, di un’attesa sena ritorno e dei ricordi vissuti insieme dai due sposi. Un monologo nel quale si alternano le musiche originali eseguite live da Gianpietro Di Rito. A seguire alle 22.30, Valentina lascia il posto sul palco a “Il fantoccio contadino”, un lavoro del gruppo Il Teatro Contadino Libertario.Il testo teatrale è liberamente ispirato al romanzo Furore di John Steinbeck, diretto e interpretato da Emiliano Terreni nei panni di un contadino apicoltore, Davide Cecconi del viticoltore e Giovanni Pandolfini dell’orticoltore. Stasera e sabato, dopo ogni spettacolo, dj set live con Claudio Laucci al pianoforte, new entry del Refugio, con I Triple Sec, dove voce e chitarra sono quelle di Mattia Donati mentre al contrabbasso si trova Giulio Boschi, per un aftershow da non perdere.

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