Gioco
L’occasione svedese persa da Livorno
Anche la zona di Guasticce e soprattutto il Nuovo Centro in lizza per ospitare lo store, poi la Regione scelse Pisa
LIVORNO. Il salotto gigante allestito ieri mattina in piazza Cavour: divano giallo modello Klippan, libreria viola Expedit e tappeto Lappljung Ruta, sarà l’unica e ultima traccia di Ikea a Livorno.
Eppure il megastore svedese è stato a un passo, diciamo due, dallo scegliere la nostra città invece di Pisa. E se i tempi per la realizzazione dell’opera anticipati dall’amministrazione fossero stati rispettati, il grande magazzino poteva essere già inaugurato nella zona del Nuovo Centro a Natale 2013.
Invece alla fine il colosso scandivano con il placet della Regione Toscana ha preferito la zona dei Navicelli pisani. E Livorno ha dovuto dire detto addio a posti di lavoro, ma soprattutto all’indotto che trascina con sé la visita di un paio di milione di persone all’anno.
La battaglia per l’Ikea è stata combattuta nella primavera 2011. E dire che tra il gruppo svedese e i proprietari del Nuovo Centro - Unicoop Firenze e Unicoop Tirreno - era stata pure intavolata una trattativa sul prezzo dell'area. E, stando a quel poco che è trapelato, tra offerta e richiesta c'era solo un 7 per cento di differenza.
Ma quella di Livorno è parsa subito una gara in salita. Ikea, fin dall'inizio ha puntato sull’area pisana - considerata più baricentrica rispetto al bacino da servire. Un flirt, quello tra Ikea e Livorno, iniziato dopo la rinuncia del colosso del marchio a stabilirsi a Vecchiano. Un minuto dopo il «no» arrivarono sul tavolo dei manager Ikea proposte da Carrara, Pisa, Cascina, Cecina, Collesalvetti. Proprio il sindaco Lorenzo Bacci lancò la candidatura dell’Interporto.
Ma la Regione non apprezzò le divisioni livornesi. E questo, forse, fu anche il motivo per appoggiare la quadratura della candidatura pisana.
Spiegò l’attuale vice sindaco Bruno Picchi: «Livorno risultava avere i requisiti per il rilascio immediato delle licenze edilizie. E cioè il piano attuativo approvato e l'autorizzazione regionale per la grande distribuzione rilasciata per 10.480 mq. Pensavamo che fossero elementi importanti per chi, come Ikea, lamentava di avere già perso troppo tempo». Il giorno in cui l’accordo tra Pisa venne siglato lo stesso Picchi, uno che non parla volentieri, mostrò il suo malumore: «Lo strumento urbanistico di Pisa - si chiese - è conforme a questa previsione? Pisa ha la Svag? E se è vero che la Regione riaprirà i termini per dare una nuova autorizzazione, ricordiamo che ci siamo anche noi».
La replica del governatore arrivò poco dopo: «La Regione si è impegnata perché Ikea mantenesse la previsione di aprire sulla costa e un po' il risultato che oggi celebriamo è anche merito nostro. Io ho convocato le amministrazioni che si erano fatte avanti, dopodiché la scelta spettava a Ikea». (f.l.)
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