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Livorno

Cosimi: in questa fase l’esperienza più bella è l’Europarlamento

Cosimi: in questa fase l’esperienza più bella è l’Europarlamento

Il sindaco livornese Cosimi dichiara a Radio Toscana che «in questo momento l'esperienza più bella da fare sia quella dell'europarlamentare». Una frase interpretata come la voglia di Cosimi di farsi avanti in vista del voto europeo di maggio, anche se lui precisa che «non avanzo nessuna candidatura». E intanto è a Roma al congresso del Partito socialista europeo come delegato del Comitato delle Regioni

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LIVORNO. «Ho la fortuna di avere una professione che mi piace, quella di medico, e quindi non avanzo nessuna candidatura e non chiedo niente. Penso comunque che in questo momento l'esperienza più bella da fare sia quella dell'europarlamentare perché Bruxelles è un luogo dal quale capire con più distacco quello che accade e provare a essere determinanti grazie all'esperienza politica». Lo ha detto il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi intervenuto a Radio Toscana nella trasmissione “Radio Londa”: inutile dire che una frase del genere è stata letta come l’intenzione di mettersi in gioco nel toto-candidati per le elezioni europee di maggio. «A maggio non sarò più sindaco, – ha detto – mi piacerebbe poter utilizzare questa grande esperienza che ho vissuto in Comune».

A giudizio di Cosimi - che è al congresso del Partito socialista europeo come delegato (senza diritto di voto) per conto del Comitato delle Regioni - l’Italia in questo momento ha bisogno «più di Renzi che di Letta». «Al di là delle battute e con tutto il rispetto per Letta e la sua serietà, credo però che l'impudenza e quel tocco di irresponsabilità di Renzi siano meglio per l'Italia di adesso». Cosimi si augura che «ci sia una forza anche di rottura che riporti nell' immaginario collettivo un senso di dinamicità».

All’emittente radiofonica fiorentina il sindaco Cosimi ha riassunto il duello fra Letta e Renzi visto con gli occhi di un livornese: «Letta come presidente del consiglio aveva fatto un modello di grande presenza della città di Pisa e noi eravamo invidiosi. Renzi se la rifarà con noi ricordandosi dell'assedio del Guerrazzi alla Fortezza da Basso. Per noi livornesi è difficile scegliere tra il pisano e il fiorentino».

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