Il Tirreno

Livorno

Tdt: nuove gru ora per puntare domani alla Darsena Europa

Tdt: nuove gru ora per puntare domani alla Darsena Europa

L’amministratore delegato Luca Becce: «Investimenti e occupazione più di quanto annunciato, ma ora mettiamo in pista un piano-bis per ammodernare»

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LIVORNO. «Non voglio assolutissimamente aprire una polemica con Kutufà». Parte da qui Luca Becce, amministratore delegato di Tdt, la società controllata dai genovesi di Luigi Negri (con i portuali soci di minoranza) che ha in concessione il terminal container della Darsena Toscana. E di solito è la rincorsa per poi tirar cannonate.

Della serie: Giorgio, stai sereno. Ma Becce ce la mette davvero tutta perché non appaia come la risposta piccata al presidente della Provincia che in comitato portuale era stato l'unico a far fuoco e fiamme contro l'allungamento di 10 anni della concessione del terminal. Il numero uno di Tdt respinge al mittente la sottolineatura del cronista che gli ricorda come l'ok del comitato portuale sia arrivato quasi sulla parola, senza un piano d'investimenti nero su bianco. «Al contrario, il piano c'è, eccome - afferma Becce - e anziché di annunci è fatto di cose già realizzate concretamente». Si riferisce al piano 2001-2007 («sulla base del quale il comitato portuale aveva già detto sì all'allungamento una dozzina di anni fa») e mette a paragone gli impegni assunti e gli standard realizzati (anche se dimentica di aggiungere che fino all'estate 2010 erano i tedeschi di Eurokai-Contship, e non i genovesi di Gip, ad avere i piedi in Darsena Toscana).

Sul fronte degli investimenti: il piano prende impegni per 70 milioni di euro, «al 2013 ne sono stati realizzati effettivamente 81,5 milioni». In fatto di forza lavoro: era messa in preventivo l'occupazione di 235 addetti, «adesso gli addetti sono 304 e sono a tempo indeterminato». E questo «nonostante i traffici si siano quasi dimezzati passando «dai 550mila contenitori ai 265mila del 2013 con una punta massima che non è andata oltre quota 368mila»): per Becce è «un titolo di merito», visto che «sono state rispettate le ricadute positive sulla comunità locale anche se non sono stati raggiunti i livelli di traffici attesi».

Ma in casa Tdt vogliono declinare i verbi al futuro. Come? Ribadendo che la delibera dell'Authority non è arrivata al buio bensì a patto di tre cose. L'una: la fidejussione («per la quale ci stiamo attivando»). L'altra: la rinuncia da parte di Tdt sia al ricorso al Tar sia all'istanza presentata nel 2012 con cui «chiedevamo, da un lato, di aumentare a 15 anni il prolungamento della concessione e, dall'altro, di rientrare in possesso di un'area ora dedicata al traffico ro-ro di Grimaldi». La terza: su sollecitazione dell'Authority, «presenteremo un ulteriore piano di investimenti». Questo piano-bis non è stato presentato prima dell'ok all'alungamento della concessione al 2031. «Ma - annuncia Becce - lo faremo fra pochi giorni: non c'è un vincolo formale ma ne va della buona salute dell'azienda, dunque è nel nostro interesse farli».

In reatà, una sorta di "vincolo" c'è e non sta in un pezzo di carta quanto semmai in quel che si riuscirà a fare davvero per rendere accessibile il porto alle navi da 8mila teu. «Gli 11 milioni di euro investiti in più rispetto al piano iniziale - aggiunge - riguardano due gru, l'una acquistata nuova e l'altra ammodernata. Per affrontare quel genere di traffico ne servirebbero altre due, in grado di avere altezza operativa adeguata e sbraccio sufficiente». Non è ancora chiaro se saranno acquistate nuove o ammondernate. Il problema non è tanto il prezzo ma i tempi, dice il "signor Tdt": una gru nuova va ordinata due anni prima e deve arrivare via chiatta dalla Cina con enormi costi extra. Ma, al di là dell'ammodernamento dei mezzi di movimentazione, Becce mette l'accento sulla necessità di risistemare l'area operativa del terminal, visto che nei prossimi mesi partiranno i lavori del microtunnel e quelli del termninal ferroviario. Tradotto? «Parlando a spanne, - rincara - 10 milioni di euro forse sono pochi, ma non so se alla fine saranno 12, 15 o 22. Il prolungamento della concessione è indispensabile per avere margini di tempi per l'ammortamento degli investimenti: per le gru servono periodi ventennali, per le ultime abbiamo fatto un atto di fede...».

Ma il futuro, dice l'amministratore di Tdt affacciandosi alla finestra dell'ufficio, è «laggiù»: cioè dove sta nascendo la nuova Vasca di Colmata (che si spera abbia un consolidamento meno lento di quella precedente). È "laggiù" che la Livorno delle banchine sogna la Darsena Europa. Un bel sogno e stop? Forse no, se è vero che l'Authority ha messo nelle mani del progettista Noli l'incarico di definire anche alcune quantificazioni economico-finanziarie per rendere meno astratta l'idea di un project financing. Livorno ha una «enorme potenzialità», giura Luca Becce meravigliandosi che i livornesi quasi non se ne accorgano: «Via strada si arriva dal casello con la superstrada fin sulle banchine. Avremo un collegamento ferroviario direttissimo tanto con la rete Fs che con l'interporto. Siamo uno dei primi 5-6 porti contenitori e dunque, diversamente da quel che accade altrove, i traffici container li abbiamo già e dobbiamo semplicemente difenderli.

L'unico problema? L'accessibilità dal mare: il porto è troppo stretto, per questo senza voler rincorrere il gigantismo navale la Darsena Europa sarà fondamentale per accogliere navi fino a 10mila teu. E farci diventare uno dei porti a maggior potenzialità di sviluppo del Mediterraneo». E se l'alleanza dei big (P3) materializzerà l'incubo di portare via una bella fetta dei traffici da Livorno? «Io so - avverte - che ci sono armatori extra P3 che stanno facendo i conti per vedere se sostituirsi a Msc. La merce va dove vuole lei, non dove vuole l'armatore». La concorrenza può cominciare anche da un abbassamento del costo di rimorchiatori e degli altri servizi tecnico-nautici. Ma i segnali, per Becce, ci sono già: con un taglio alle tariffe e una estensione oraria della tariffa diurna che vale una diminuzione del 20%. «Un bel risultato grazie all'autorità marittima, all'Authority, agli operatori e alla stessa ditta Neri». Ma se ancora il mercato ci sorride troppo poco è per la lentezza con cui abbiamo fatto i "compiti a casa": «Lo sa cosa mi dicono? Bravi, vi state muovendo: ma perché avete aspettato finora?».

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di Redazione web