Gioco
«Bacino, lo risistemiamo noi e portiamo 40 milioni di lavoro»
Due navi al mese, 250 addetti più cento nell’indotto: è l’idea di un gruppo imprenditoriale La presentano sul giornale della curia e nel talk show al centro Caritas su come creare occupazione
LIVORNO. Chissà se in vescovado apprezzano Massimo D’Alema: fatto sta che per presentare il nuovo talk show su lavoro e occupazione fuori dalla solita lagna di lamentazioni e mugugni, citano proprio l’ex premier ex Pci che 15 anni fa, proprio di questi tempi, “battezzò” come “capitani coraggiosi” un gruppo di imprenditori andati all’assalto di Telecom senza chiedere permesso agli Agnelli.
Tanto nell’appuntamento di domani (ore 17,30 al centro Caritas di via Donnini) quanto sul giornale diocesano “La Settimana” salta fuori la presentazione di una idea riguardante un aspetto sul quale il vescovo Giusti ha insistito a lungo in questi ultimi mesi: la rimessa in pista del grande bacino di carenaggio in muratura per farne un’opportunità di lavoro. A più riprese ha chiesto che perlomeno si decidesse: in qualunque senso, «senza fare il tifo né per questo né per quello ma semplicemente in nome del bisogno di sbloccare qualcoisa che può dare lavoro», aveva detto anche alla presentazione del centro in zona Sorgenti.
Risultato? Soprattuttoi silenzi e non risposte, ribadiscono in vescovado. Ed ecco che invece di limitarsi agli auspici e alle sollecitazioni, la curia mette sul tavolo la presentazione dell’idea del gruppo imprenditoriale Jobson, che «opera con basi tecniche aperte a Tangeri, Singapore e Cipro».
«Un minimo di due navi al mese in riparazione nel comparto dei bacini di carenaggio di Livorno per l’equivalente di 40 milioni di euro di ricaduta annuale sulla città, con oltre 250 operatori impegnati e un indotto di altre 100 persone. Questo non è un sogno, ma la proposta di Jobson Group Livorno, azienda capogruppo di un’associazione di 25 aziende strettamente livornesi specializzate tutte nel settore delle riparazioni navali». È quel che scrive il giornale diocesano “La settimana”. E domani un rappresentante del gruppo imprenditoriale sarà al talk show guidato da Antonello Riccelli (Telegranducato): al tavolo anche il presidente della Coldiretti Simone Ferri Graziani («l'agricoltura si presenta come uno dei pochi settori che ancora resiste alla crisi»), l'ingegner Roberto Razzauti, amministratore delegato della Inlinea srl («azienda informatica tutta livornese partita da zero ed arrivata ad avere più di 50 dipendenti»), suor Raffaella Spiezio, presidente della Caritas diocesana («presenterà la scuola dei mestieri che partirà a marzo in via Donnini»), oltre a rappresentanti delle organizzazioni degli artigiani, dei commercianti e degli industriali e la Lega consumatori.
Al centro dell’attenzione è il bacino grande («il più grande del Mediterraneo e il secondo in tutta Europa»).
Al giornale della curia il technical manager Massimo Netti indica l’infrastruttura livornese come «un ottimo sito per le riparazioni di navi di nuova generazione da crociere, passeggeri e mercantili». Cosa vuol farne la Jobson? Conta di indirizzarvi «tutte quelle unità navali per le riparazioni di alta tecnologia, non invasive al sistema nautico già presente». E giù una proposta: il bacino ora è ko, la Jobson è disposta a ariattivarlo in autofinanziamento perché possa essere utilizzato per la città».
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