Gioco
Asa, 68 lavoratori pronti a fare la valigia
Verso la gara provinciale che rivoluzionerà le reti del gas: non rischiano il posto ma potrebbero passare a un nuovo gestore
LIVORNO. Chiamatela pure rivoluzione Asa. Perché comunque vada a finire, l'azienda in parte pubblica e in parte privata che oggi, oltre all'acqua, ha in concessione le reti del gas, dovrà fare i conti con un maxi-riordino imposto dalla normativa nazionale. Prima conseguenza: nel giro di pochi mesi, 68 lavoratori potrebbero passare dall'azienda livornese a un nuovo gestore per ora sconosciuto.
È l'effetto del bando di gara che il Comune dovrà pubblicare entro l'11 luglio (e non più entro l'11 marzo, la proroga è stata ufficializzata ieri pomeriggio) per “l'affidamento in concessione a terzi del servizio pubblico di distribuzione del gas” in tutta la provincia. In altre parole per la gestione dei tubi, delle reti che attraversano il territorio del nuovo Atem: quattro lettere che stanno per “Ambito territoriale minimo” e che indicano l'area che abbraccia i 20 comuni della provincia di Livorno. L'Atem è nato nel luglio 2012, per effetto di due decreti ministeriali del 2011 che hanno dato forma a una rivoluzione abbozzata addirittura nel 2007, con il decreto legge 159.
Sembrano solo tecnicismi e burocratese, in realtà sono atti che nei prossimi mesi incideranno sulla vita di molti lavoratori e sul futuro di un'azienda, Asa, che è per il 40% nelle mani dei privati (Iren) e per il 60 pubblica (di 26 Comuni, con Livorno che ha il 39,5% delle quote).
La normativa in discussione nasce con l'obiettivo di superare l'effetto macchia di leopardo e individuare un gestore unico per tutti i comuni della provincia. Oggi Asa gestisce le reti del gas di Livorno, Colle, Rosignano, San Vincenzo e Castagneto, mentre nelle aree di Piombino e Cecina ci sono Eni Energia e Enel gas.
Attenzione: il bando in discussione non ha niente a che fare con la commercializzazione del gas di Asa Trade, che un anno fa è stata acquistata da Eni Spa (quindi le bollette del gas continueranno ad arrivare da Asa Trade, per chi ha il contratto con questo gestore). E non c'entra neppure con la proprietà delle reti, che a Livorno è ingarbugliatissima: i tubi dove passa il gas sono in parte della Liri (società del Comune), in parte di Asa (là dove ha fatto investimenti costruendone di nuove) e in parte direttamente del Comune (per effetto della costruzione dei privati a scomputo degli oneri di urbanizzazione). Quello di cui si discute è, appunto, la gestione.
La normativa prevede che sia il Comune di Livorno, capoluogo di provincia, a diventare stazione appaltante e a preparare e pubblicare il bando, curando poi i rapporti col nuovo gestore. Passaggio che il consiglio comunale avrebbe dovuto votare ieri (insieme alla convenzione con gli altri Comuni dell'Atem) e che invece è slittato tra le polemiche a lunedì.
«Un atto dovuto», o meglio «perentorio», come ripetuto dal banco della giunta comunale dal sindaco Cosimi e dall’assessore Bernardo: «Perché se risultassimo inadempienti rispetto a questo obbligo di legge, verremmo commissariati dalla Regione, che a sua volta potrebbe essere sostituita dal ministero. Con l’aggiunta di penalizzazioni sul piano economico».
Attenzione: prima di dicembre, il Comune ha fatto il bando per individuare sia l'advisor che il perito che dovranno fotografare lo stato dell'arte e dare un valore alle reti. Cosa accadrà dopo la gara? In sostanza chi vincerà “liquiderà” gli attuali gestori, quindi Asa, per il valore degli investimenti fatti e pagherà ai Comuni un “canone di località”, in altre parole l'affitto dei tubi.
Ma il nodo è: Asa parteciperà al bando? E il personale? Sulle mosse di Asa per ora nessuno dice niente, anche se gli addetti ai lavori sembrano dare per scontato che non abbia la forza per partecipare da sola alla gara. C'è chi mette sul tavolo l'ipotesi che i gestori della provincia (Eni, Enel e Asa, con il socio privato) possano costituire un'associazione temporanea d'impresa. Per la serie: l'unione fa la forza. Ma per ora non c'è niente di definito né di scontato. Considerando anche che, sottolinea il presidente Fabio Del Nista, «sarà una gara al buio perché non ha precedenti: Livorno, per sorteggio, sarà il primo comune a sperimentare questa strada in Toscana, insieme ad altri comuni italiani come Bologna».
Di certo c'è che in base ai paletti fissati dalla normativa seguendo criteri che hanno a che fare col territorio, i lavoratori pronti a fare la valigia dentro Asa sono 68. «Per questi 68 non è in discussione il posto di lavoro – chiarisce Del Nista – ma è previsto il passaggio al nuovo gestore». Nomi e cognomi sarebbero già pronti sulla scrivania di azienda e Comune. Il fronte sindacale chiede soprattutto due garanzie: mantenimento delle sedi territoriali per evitare spostamenti e ricongiunzione previdenziale per quei dipendenti che arrivano dalla gestione Inpdap.
E Asa? Comunque manterrà la gestione del servizio idrico. Ma intanto la perdita della concessione del gas potrebbe voler dire aumento dei costi del personale (quasi 500 dipendenti). Perché a quanto si sa, nell'aziendona dell'acqua resterebbero gli assunti con più anni di anzianità.
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