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Livorno

Reti del gas, a gara la gestione

Reti del gas, a gara la gestione

Cosa cambia per i Comuni e per Asa. Stamani la votazione in consiglio

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LIVORNO. Stamani il consiglio comunale è chiamato a decidere sulla questione del servizio pubblico di distribuzione del gas. Di cosa si tratta? Di una gara di ambito provinciale (col Comune stazione appaltante) per decidere chi sarà il futuro gestore unico dei tubi, o meglio della rete del gas che oggi, su tutto il territorio viene gestita in parte da Asa e in parte da altri soggetti a seconda del comune.

In accordo alla nuova riforma del settore del gas metano, il Comune d’ora in poi non potrà più affidare singolarmente e autonomamente la concessione del servizio, ma lo potrà fare solo come stazione appaltante, seguendo le direttive per la costruzione di un bando di gara. «Siamo chiamati a decidere se diventare stazione appaltante», ha spiegato ieri in commissione l’assessore Valter Nebbiai. Ma se i consiglieri comunali sono chiamati a decidere, c’è quindi la possibilità di non intraprendere questa strada? No, in sostanza il Comune sembra essere obbligato a procedere, pena il taglio del 20% dei finanziamenti (oltre l’inadempienza). In tal caso potrebbe subentrare la Regione e se anch’essa dovesse dimostrarsi inadempiente, ci penserebbe il ministero dello Sviluppo economico. In pratica, un atto dovuto.

«Come Asa – dice il presidente Fabio del Nista – non possiamo che esprimere un parere soggettivo: questa è una misura che Asa subisce e non sceglie, certamente Livorno, essendo la prima estratta a percorrere questa strada, attirerà l’attenzione di molti competitor».

Intanto i rappresentanti delle Rsu riuniti nella sala consiliare del Comune mettono sul piatto una serie di richieste. Innanzitutto la continuità previdenziale. Uno dei rischi è che i lavoratori coinvolti non possano mantenere tutti i diritti loro riconosciuti e pagare una somma di ricongiungimento onerosa della previdenza da Inpdap e Inps. Chiedono pertanto che nel bando di gara si precisi che la situazione del versamento dei contributi possa restare mista, come nel caso di Asa, oppure che sia l’azienda stessa ad assumersi gli oneri di pagamento.

Altro tema centrale è la territorialità del posto di lavoro. I lavoratori chiedono che vengano mantenute invariate le sedi per evitare trasferimenti.

I consiglieri sembrano tutti d’accordo su un punto: trovare un modo per tutelare i lavoratori. «Adesso – interviene l’assessore Paola Bernardo – il Comune non ha l’autorità per procedere in tal senso ma quel che può fare è cercare di fare pressione e cercare di inserire la clausola a tutela dei lavoratori nel bando stesso».

Giulia Mancini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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