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«Bollette altissime senza un perché» Il pittore resta al buio

di Maria Giorgia Corolini
«Bollette altissime senza un perché» Il pittore resta al buio

LIVORNO. Se è vero che “la sostanza della pittura è la luce”, allora l'incredibile storia di Roberto Pisani può essere letta come lo scherzo di un destino beffardo. Roberto, pittore, è molto...

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LIVORNO. Se è vero che “la sostanza della pittura è la luce”, allora l'incredibile storia di Roberto Pisani può essere letta come lo scherzo di un destino beffardo. Roberto, pittore, è molto conosciuto in città non solo per le sue doti artistiche.

Come ama raccontare, è sempre stato in prima fila per le questioni sociali, in particolar modo per il diritto alla casa (per il quale, in era Lamberti, arrivò addirittura a darsi fuoco davanti al Comune).

Sembrano passati decenni tanto la città è cambiata e se i problemi già c'erano, nessuno avrebbe forse immaginato quelli di oggi. Fatto sta che Roberto, da pittore sereno e appassionato si è ritrovato a dover dipingere al buio tra le mura di una piccola casa, angosciato dalle scadenze dei pagamenti, scivolando sempre di più dentro a uno di quei tunnel burocratici tipicamente italiani: lui e la moglie, residenti in un alloggio popolare in via Gemignani, si vedono recapitare da anni bollette della luce gigantesche. L'ultima, del febbraio di quest'anno, di 293.64 euro.

Un'assurdità che non si spiega, neanche sottraendo dalla stessa i 134.95 euro di “altri proventi e oneri” (in pratica, sembra, dovuti al debito che il signor Pisani aveva precedentemente maturato con Edison e che Enel, dopo aver pagato a Edison, scarica su di lui come farebbe una società di recupero crediti): rimangono infatti 140,74 euro (vedi fattura) come “totale energia elettrica fornita”, una cifra che non si spende neanche all'interno di un nucleo familiare numeroso.

Se a questo si aggiunge il fatto che Roberto e la moglie sono costretti a vivere con la piccola pensione di invalidità di lei di 250 euro e che i quadri non bastano più («A volte sono arrivato a doverli svendere pur di mangiare», dice) le tinte fosche di questo quadro si manifestano in tutta la loro violenza.

«Erano circa dieci anni fa quando ci trasferimmo qui – racconta Roberto – e cominciarono i problemi: il contatore saltava automaticamente senza una spiegazione lasciando l'abitazione senza elettricità. Allora chiamai l'Enel e vennero a sostituirlo, ma – continua – nonostante questo, i conti delle bollette successive erano troppo salati».

«Così – riprende – pensando che fosse un problema di gestore, passammo ad Edison ma la situazione non migliorò affatto». Come si evince, ad esempio, dalla bolletta Edison del 16/03/2011: 188 euro tondi tondi.

«Ecco che – racconta il pittore – provai a passare a Eni ma non mi fu possibile e, senza che io l'avessi chiesto, mi ritrovai di nuovo cliente Enel».

Ed è qui che Enel si sarebbe sobbarcata il debito maturato con Edison dilazionandolo in rate mensili (o, addirittura, due-tre al mese).

«È evidente che non consumiamo tutta questa elettricità – continua – e sono anni che chiedo l'intervento di Enel per un controllo, ma fin'ora nessuno mi ha dato ascolto. Anzi, sono addirittura arrivati – sostiene – a minacce verbali, oltre ad avermi interrotto la fornitura. Mi sento vittima di un ricatto – conclude amareggiato – come se non bastasse, su quello che non riesco a pagare si accumulano gli interessi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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