Il Tirreno

Livorno

Ultrà violenti, la polizia ne ha contati 180

di Lara Loreti

Sotto esame foto e filmati dei protagonisti dei disordini con mazze e lanci di bulloni. Sequestrati fionde e tubi di ferro

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LIVORNO. Circa 180 persone, un centinaio coinvolto nello scontro con la polizia tra viale Nazario Sauro e via Rodocanacchi, e un’altra ottantina in azione in via dell’Ardenza, nel pressi dei cimiteri. Tanti sono, secondo le indagini della polizia, i protagonisti degli scontri con mazze e lanci di bulloni che domenica mattina hanno tenuto alta la tensione in città, nelle ore che hanno preceduto la partita Livorno Verona. Gruppi di livornesi, per lo più giovani, che volevano avvicinarsi ai pullman dei veronesi in arrivo in città ma che la polizia ha tenuto a freno. Gli agenti della Digos e della Scientifica sono al lavoro per dare loro un volto. Un’indagine difficilissima che sta tenendo impegnati gli inquirenti h 24.

L’episodio su cui si sta concentrando maggiormente l’attenzione degli investigatori è quello, successo intorno alle 9.45 in via Rodocanacchi, che è stato ripreso dalle telecamere del Picchi. Gli agenti in queste ore stanno analizzando i filmati, acquisiti tempestivamente dallo stadio. Dalle immagini si vedono con chiarezza alcuni momenti salienti della fase acuta dei disordini e ci sono frame in cui si distinguono bene ragazzi armati di bastoni, con lamperogeni in mano e con i volti travisati da passamontagna, sciarpe e maschere. Identificarli non sarà facile. Ma i poliziotti esperti della scientifica sono già al lavoro e stanno anche mettendo a confronto le immagini girate fuori dallo stadio durante gli scontri con quelle registrate all’interno sugli spalti, nel corso della partita, per verificare se ci siano corrispondenze. Il lavoro di analisi dovrebbe durare circa una settimana.

È molto più complicata invece la situazione degli scontri delle 11/11.30 in via dell’Ardenza, dove alcuni ultrà hanno tentato di sfondare il cordone della polizia per avvicinarsi ai bus dei veronesi in entrata verso la città. I pullman non erano ancora al casello dell’A12 quando è iniziata la tensione. Lì ai cimiteri non c’era nessuna telecamera e non sono state girate immagini sul momento. La maggior parte delle persone, inoltre, era travisata e quindi ricostruire la loro identità appare molto difficile.

Intanto, la polizia ieri ha catalogato tutti gli oggetti sequestrati domenica. Si tratta di una cinquantina di bulloni di 22 millimetri e del peso di 2,3 grammi, 22 mazze tra cui 6 di ferro, tubi idraulici, gambe di tavolo e manici di scopa, poi fionde da pesca (molto costose ed efficaci), lamperogeni e persino un oggetto usato per bloccare il disco delle ruote dello scooter del peso di 3,5 grammi. Uno dei bulloni ha colpito l’auto di un privato sfondando il vetro: «Potevano uccidere qualcuno», commenta un agente. Mentre altri bulloni hanno colpito i mezzi della polizia. Gli autori dei lanci rischiano denuncia e daspo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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