Il dolore
Marco Ruggeri fa “Punto e a capo”
Nel gazebo dei bagni Lido, il candidato del Pd illustra i punti salienti del suo programma da futuro sindaco della città
LIVORNO. “Punto e a capo”. Si chiama così la campagna elettorale di Marco Ruggeri. «Apriamo un nuovo capitolo nella storia della città –dice il candidato sindaco- che sia la nuova generazione a prendere in mano i problemi e risolverli». Baciato dal tramonto rosso del sole sulla terrazza dei Lido, Marco Ruggeri parla davanti alla folla del Pd, compreso il sindaco uscente Alessandro Cosimi e molti assessori di questa amministrazione. «Io non sono fra coloro che faccio finta di niente, io in questi anni c’ero e non dormivo –chiarisce Ruggeri- oggi sono qui a metterci la faccia e il cuore per risollevare la città». Consapevole delle critiche che sono piovute addosso al Pd, Marco Ruggeri scende in campo per far cambiare direzione a Livorno. «A chi mi chiede chi te lo ha fatto fare, rispondo che è stata una scelta d’amore alla città –dice Ruggeri- non deve passare l’idea che sia un peso candidarsi a fare il sindaco, Livorno ce la può fare e noi possiamo dare prospettive».
Punto a capo quindi, chiuso il passato, inizia una nuova fase. «Dobbiamo uscire dall’idea di fare tutto da soli, il piano strutturale ad esempio deve essere fatto minimo insieme a Collesalvetti coinvolgendo anche Pisa» dice Ruggeri riferendosi alla nuova legge 1 della Regione Toscana e al piano strutturale intercomunale, perché una delle misure per uscire dalla crisi è non isolarsi. «Prima di tutto deve essere ridefinito il rapporto pubblico-privato, la politica deve fare il suo mestiere –dice ancora Ruggeri- e se vogliamo attrarre investimenti non possiamo parlare da soli».
Il Porto è una delle questioni primarie su cui si concentra il suo interesse. Ruggeri propone di ripartire dal piano regolatore del porto ma guarda oltre, «innanzitutto il primo passo è far collegare Porto 2000 nella stessa rete dell’aeroporto di Pisa e Firenze, Livorno deve diventare il primo porto in Toscana». La Toscana è un brand forte che attrae moltissimi visitatori da tutto il mondo e Livorno, senza pensare di diventare la nuova riviera romagnola, può essere un polo d’attrazione importante. «Collaborando a stretto contatto con la Regione Toscana possiamo rendere il nostro porto il punto da cui partono le crociere e non dove sostano solo poche ore», dice Ruggeri. Questo è uno degli obiettivi da raggiungere a medio periodo per poter ampliare nel mentre l’offerta di sviluppo alla città. «Il tempo è una questione chiave da cui ripartire, per fare chiarezza e lavorare nella trasparenza – dice ancora Ruggeri- bisogna liberare risorse dalla burocrazia e diminuire i tempi d’attesa tra un’operazione e l’altra ». Efficienza la parole chiave, e nelle questioni più urgenti che stanno a cuore alla gente, lavoro e casa, Ruggeri non fugge dalle responsabilità e propone. «Dobbiamo creare nuove occasioni di lavoro, consolidare quello che già c’è e attirare investimenti lavorando a stretto contatto con la Toscana». La disperazione e i gesti avventati di chi non ha un tetto sopra la testa sono compresi dal candidato, che esprime la sua solidarietà “ma non per questo deve venire meno la loro dignità e non possiamo dar loro case piene d’umidità e invivibili –dice Ruggeri- chi contrappone il piano recupero all’emergenza casa non fa del bene non ha cuore i suoi cittadini”. Piuttosto Ruggeri propone di aprirsi al nuovo, procedendo attraverso un tavolo edilizia (inserito nel progetto già avviato della Regione) ad acquistare gli immobili invenduti, salvaguardando così sia l’edilizia che l’economia. Rileggere la città, cercare di migliorare la distribuzione dei servizi, rivedere scelte architettoniche, “non possiamo dare risposte anni ottanta nel 2014” sentenzia Ruggeri. A proposito di servizi, il candidato sindaco, chiarisce una volta per tutte la questione nuovo ospedale. «Il nuovo ospedale si farà, l’atto urbanistico è già avviato –chiarisce Ruggeri- qui si tratta di capire cosa metterci dentro, come organizzare i servizi, la rilettura dei servizi nel distretti, rendere il pronto soccorso meno caotico e alzando l’asticella rimettere in linea le liste d’attesa con i tempi della Toscana».
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