Il Tirreno

Livorno

Addio a Fabrizio Fiaschi l’ostetrico col sorriso

di Gian Ugo Berti
Addio a Fabrizio Fiaschi l’ostetrico col sorriso

È morto domenica a 49 anni per le conseguenze di una emorragia cerebrale Da oltre un decennio lavorava in ospedale nel reparto di ostetricia e ginecologia

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Si sono svolti ieri pomeriggio al cimitero dei Lupi i funerali di Fabrizio Fiaschi, ostetrico dell’unità operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Livorno, scomparso domenica all’età di 49 anni per le conseguenze di un’emorragia cerebrale che lo aveva colpito il 6 gennaio scorso.

Molte le persone che hanno voluto essere presenti al cimitero per l’ultimo saluto: tanti i colleghi dell’ospedale, dove Fabrizio lavorava da quindici anni, dopo una serie di incarichi svolti, sempre con grande professionalità, a Pisa, Pontedera, Pietrasanta e Versilia. E poi gli amici del quartiere La Rosa, dove viveva con la sorella (i genitori erano morti due anni fa). In quel rione Fabrizio c’era cresciuto, e tutti lo apprezzavano per le particolari doti umane nei confronti dei deboli e degli emarginati.

Sì, perché la scelta di civiltà e altruismo che lo ha sempre sostenuto, e che faceva leva sulle squisite conoscenze professionali e sulla cultura e la storia dell’Est europeo, lo hanno portato giorno dopo giorno a sostenere le difficoltà delle persone provenienti da quei paesi, in particolare donne e bambini.

Ma un sorriso e un aiuto era sempre pronto a riservarlo a chiunque si rivolgesse a lui, sul posto di lavoro come nel tempo libero. Aveva poi radicate in sé alcune passioni sportive quali la caccia, la pesca e il calcio (era un grande tifoso del Livorno).

Parole commosse, a nome dell’intero reparto, le ha espresse il direttore Angela Citernesi, che lo ricorda in particolare come uomo e professionista di profonda sensibilità e grande bravura.

Aveva scelto il lavoro di ostetrico perché sentiva che il mondo della sala parto era quello in cui si identificava maggiormente. E così è stato fino al 6 gennaio. Quando, appena andato in ferie, venne ricoverato d’urgenza per un improvviso ictus cerebrale, prima al centro di Rianimazione, poi in Neurochirurgia e infine a Volterra per seguire un programma di riabilitazione funzionale. Ma le sue condizioni cliniche si sono aggravate nuovamente, fino alla morte, avvenuta domenica mattina.

Fra le tante testimonianze, significativa quella di una partoriente: «Quando ho visto entrare un uomo in sala parto - racconta - mi sono spaventata. Non pensavo, in realtà, che ci fossero uomini che svolgessero il ruolo di ostetrico. Poi, momento per momento, ho visto in lui doti umane e professionali davvero eccezionali. E mi sono tranquillizzata».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web