Il Tirreno

Livorno

Rimborsi con il 730 occhio al limite che rallenta l’iter

Rimborsi con il 730 occhio al limite che rallenta l’iter

Se il credito supera i 4mila euro (con i carichi familiari) scattano controlli extra e i soldi non arriveranno in busta paga

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LIVORNO. Occhio all'idea di ritrovarsi nella busta paga nel bel mezzo delle ferie il gruzzolo extra del credito d'imposta in arrivo tramite il “modello 730”. Non sarà così questa volta. Dipende da uno dei tanti provvedimenti infilati nella legge di stabilità: è il blocco dell'erogazione automatica nello stipendio mensile di quanto il fisco ci deve restituire sulla base della dichiarazione dei redditi che presenteremo a fine maggio al Caf.

Nella gran maggioranza dei casi, le cose continueranno come adesso, ma se l'importo del credito supera i 4mila euro scatterà una sorta di stop che l'Agenzia delle Entrate intende soprattutto in funzione anti-truffa: anche perché pare che in varie città del Paese siano in corso indagini giudiziarie su chi ha fatto il furbo facendo figurare in modo spericolato e del tutto impropriamente una larga figliolanza.

Il “730” è una classica modalità da lavoratore dipendente o assimilato: 4mila euro di credito sono molti ma non rarissimi, bisogna ricordarsi che a determinare una cifra del genere possono concorrere l'effetto che, probabilmente in famiglie con redditi non bassi, ha la possibilità di rendere il proprio esborso fiscale meno pesante grazie ad esempio alle agevolazioni relative alle ristrutturazioni, la detrazione fiscale per chi ha sulla schiena un mutuo casa, la chance di far valere le spese mediche o quelle per la previdenza…

Va detto che il limite dei 4mila euro non è da considerare in sé: siccome nasce dall'intento di sconfiggere abusi sul fronte dei carichi di famiglia, è stato precisato dall'Agenzia delle Entrate che la macchina dei controlli scatterà se il superamento dei 4mila avviene in virtù dell'apporto del quadro riguardante i familiari a carico oppure in seguito all'aggiunta di surplus di tasse il cui rimborso riguarda anni precedenti.

Il rimborso non è cancellato, però c'è un possibile contraccolpo sui tempi in cui il contribuente potrà tornare in possesso di quei soldi: non sarà più il datore di lavoro a far trovare i soldi in busta paga in qualità di sostituto d'imposta, ci penserà l'Agenzia delle Entrate. Entro quando? Il fisco promette di esser veloce, anzi addirittura più rapido della tradizionale formula del "730". In realtà, è entro sei mesi (rispetto alla scadenza dell'invio delle dichiarazioni) che l'Agenzia deve fare la verifica di controllo, ed è facile intuire che solo in seguito avverrà l'erogazione materiale dei soldi al contribuente che ha pagato più del dovuto.

C'è da immaginare, dunque, che i contribuenti organizzino strategie per evitare di superare i 4mila euro. Ad esempio, finora finivano nella dichiarazione dei redditi del coniuge con il reddito più alto le spese che potevano essere imputate all'uno o all'altro come detrazioni o oneri deducibili: era ovvio, visto che gli stessi cento euro di differenza incidevano su scaglioni di reddito con aliquote diverse. Potrebbe non essere più così conveniente, qualora questa massimizzazione della detraibilità o deducibilità faccia sforare il credito d'imposta (con carichi familiari) sopra i 4mila euro.

Oltretutto, il fisco restituirà quei soldi ma non c'è indicazione di tempi sul quando. Ed è realistico immaginare che non arriveranno entro l'estate. Per capirci, nei blog di settore si pronostica come attendibile un periodo verso fine anno o, per i più pessimisti, nella prima metà dell'anno successivo. Certo, non stiamo parlando di una vincita al SuperEnalotto ma si tratta pur sempre di una cifra magari di 5mila euro che resta parcheggiata nel limbo delle attese per 7-8 mesi in più: e riguarda in genere famiglie di lavoratori dipen- denti…

Ed è questo che ha innescato una qualche preoccupazione fra i contribuenti che più spesso hanno adottato questa tipologia di rapporto con l'amministrazione finanziaria. Anche perché quest'anno il limite è a 4mila euro: una volta iniziato il giro di vite, potrebbe prima o poi essere abbassato per dare un "aiutino" a tenere i soldi nelle casse dello Stato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web