«Niente caffè sul mare, ci sono i carrarmati»
Sui social network la rabbia dei livornesi che non sono potuti uscire di casa a fare una passeggiata
LIVORNO. Sono le una e mezzo, il pranzo della domenica è finito e Michele avrebbe voglia di uscire, magari per andare sul mare. Ma alla fine rinuncia alla gita e scrive su Facebook: «Volevo andare a prendere un caffè al moletto, ma credo che ci siano dei carri armati sul lungomare».
Questo è solo uno dei messaggi che ieri sono comparsi sulle bacheche dei livornesi. «Parcheggiare ad Ardenza - scriveva Alessandro a metà mattinata - è impossibile. Lungo la strada ci sono le fettucce bianche e rosse che indicano che non si può stare. Me ne torno a casa».
Sul nostro sito internet, poi, alla notizia dei primi scontri tra tifosi del Livorno e forze dell’ordine sono iniziati ad arrivare i commenti che si dividevano in tre grandi scuole di pensiero: quelli che criticavano gli scontri, quelli che davano contro solo ai tifosi veronesi perché beccati in gesti e cori oltre il limite dell’apologia fascista e chi invece chiedeva che il calcio la smettesse di creare problemi alla cittadinanza.
Ecco cosa scrive Francesca: «Ma quanti soldi ci fanno spendere questi mentecatti, quando le forze dell'ordine servirebbero per ben altro». Gloria aggiunge: «Che persone civili, con questo bel sole se andavano con la famiglia a fare una passeggiata non era meglio? Mentecatti».
Paolo si auspica che le partite vengano «giocate a porte chiuse e le società vengano multate per il doppio del costo del servizio d'ordine. È l'ora di finirla - aggiunge - che la collettività paghi perché dei deficienti non sanno cosa fare la domenica». Alessandro racconta parlando degli scontri: «Questo è il motivo per cui oggi ho evitato di andare allo stadio... Eppure mi sarebbe tanto piaciuto andare a seguire il Verona».
Gianni, infine ne fa un problema politico: «Quando la politica entra in campo i contendenti sportivi escano! Sono anni (troppi) che ogni pretesto a maggior ragione un evento sportivo scatena diversità ideologiche mai sopite, e oggi a Livorno ci sarà un altro episodio di questa guerriglia, peccato per lo sport ma soprattutto per la città». Conclude Martina: «È una vergogna si nascondono dietro una squadra di calcio per compiere atti vandalici e affermare quella virilità che probabilmente manca. Poveretti».
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