Gioco
Pensavate di liberarvi di me? Ora o la va o la spacca...
LIVORNO. «Qualcuno pensava di essersi liberato di me? Invece mi candido alle primarie per Livorno, per cambiare davvero…». Per ufficializzare la sua corsa, Andrea Romano (Idv) si è affidato a un...
LIVORNO. «Qualcuno pensava di essersi liberato di me? Invece mi candido alle primarie per Livorno, per cambiare davvero…». Per ufficializzare la sua corsa, Andrea Romano (Idv) si è affidato a un tweet. Come anticipato ieri dal Tirreno, sarà lui – 38 anni, funzionario amministrativo, consigliere comunale e segretario dei dipietristi – il quarto candidato delle primarie del centrosinistra (16 marzo) insieme a Marco Ruggeri (Pd), Gianfranco Morelli (Psi-Confronto), Roberto Idà (Sel-Upcl).
Romano, negli ultimi anni avete fatto fuoco e fiamme col Pd e l'amministrazione Cosimi: tre vicesindaci Idv sostituiti, giunte congelate, liti, querele tra lei e altri consiglieri. Vi hanno cacciato dalla maggioranza: com'è che siete tornati insieme?
«La coalizione sta cercando di rinascere sulla base di un dato oggettivo: dopo le politiche il Pd si è reso conto di non essere autosufficiente e ha richiamato i vecchi compagni di strada. Noi abbiamo posto delle condizioni programmatiche per un cambiamento».
Ovvero?
«La prima che abbiamo posto all’inizio del 2013 è stata l’avvio della raccolta porta a porta in città, visto che gli scontri più duri c’erano stati sulla politica dei rifiuti. L’altra gamba di una rinnovata intesa è stato l’avvio di una discussione per ripubblicizzare Asa. Poi abbiamo presentato il nostro decalogo programmatico».
Sembrava che Idv non volesse presentare candidati alle primarie: perché l’hanno schierata?
«Perché avevamo fatto inserire sei punti di quel decalogo in un documento preliminare di intesa del centrosinistra: porta a porta in tutta la città entro due anni, tramvia urbana finanziata con fondi europei, costruzione di una centrale eolica, ricambio e rotazione dei dirigenti comunali, nuova politica sanitaria con Pisa e ripubblicizzazaione di Asa. Dopodiché c'è stata una mezza marcia indietro: è stato deciso di firmare una carta di intenti e di rimandare il programma a dopo le primarie. Presentiamo un candidato per promuovere i nostri punti».
Ma perché candidare lei?
«Perché sono il segretario, è una scelta di identità forte del partito. E poi perché credo di avere dimostrato che sulle cose che ci stanno a cuore non sono disposto a piegarmi».
Ha parlato del Pd, ma per voi le politiche sono state un disastro. Su Fb ha scritto “o la va o la spacca”: vuol dire che se andrà male non vi presenterete alle elezioni?
«Non andrà male».
Dica la verità: vi spaventa quello 0,5% dell’ultimo sondaggio del Pd...
«Non diamo il minimo credito a quel sondaggio».
Come procederete?
«Costruiamo un comitato di sostegno alla candidatura che si chiama “Livorno Cambia”: c'è la necessità di andare oltre al partito, organizzeremo iniziative utilizzando tutti i mezzi a disposizione».
Cosa pensa degli altri tre candidati?
«Sono persone degne di stima e di apprezzamento, ma per noi conta solo il programma. Porteremo avanti il nostro, a cominciare dalle questioni che hanno visto il centrosinistra andare in difficoltà in questi anni. Se si deve ripartire, si deve fare dalla chiarezza. Ad esempio sulla discarica del Limoncino c’è già chi dice che in caso di dissequestro il Comune deve provvedere a garantire una strada di accesso. Per me non è più accettabile fare da scudo ai tecnici, dal Limoncino alle rotatorie: chi sbaglia pagherà i danni».(j.g.)
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