Gioco
Il Verona scarica gli ultrà: pericolosi
Ecco la lettera dell’Hellas: chiede alle autorità «controlli accurati» prima e dopo la gara per evitare scontri e sanzioni
LIVORNO. L’Hellas Verona scarica gli ultrà scaligeri in vista del match odierno contro il Livorno, in programma al Picchi alle 12,30, perché - scrivono - «alcuni sono pericolosi». E per questo chiede «al Livorno calcio e ai responsabili dell’ordine pubblico», dunque alla Questura «di esercitare accurati specifici controlli all’ingresso del settore ospiti», in particolare eseguendo «perquisizioni personali» ed evitando «ogni contatto tra le due tifoserie».
Sono questi alcuni dei passaggi chiave della lettera, divisa in tre paginette, e spedita via mail venerdì mattina dalla sede gialloblù di via Belgio e indirizzata, tra gli altri, anche alla Procura generale della Figc e al giudice sportivo della Lega di Serie A.
Un comunicato «riservato» che se da un lato rappresenta la testimonianza concreta di collaborazione tra società, governo del calcio e forze dell’ordine, dall’altro preoccupa perché fa venire il sospetto che il clima che la società ha percepito tra propri tifosi in vista della trasferta in Toscana non sia quello di una gita fuori porta. E soprattutto sembra il tentativo da parte della società di evitare eventuali multe e sanzioni disciplinari in caso di disordini provocati dai propri ultrà all’Ardenza.
L’oggetto della lettera con il logo dell’Hellas Verona FC è chiaro: richiesta di attività di prevenzione e controllo in occasione della gara di domenica 23 febbraio tra Livorno e Verona.
La prima considerazione riguarda, appunto, «la pericolosità di alcuni frequentatori della tifoseria veronese, tra i quali alcuni già soggetti di provvedimenti restrittivi, nonché di altri vicini a soggetti già destinatari di provvedimenti in sede penale per aver commesso atti di violenza o altro negli stadi, che hanno già comportato danni e l’irrogazione di sanzioni sportive a carico dell’Hellas».
Il secondo punto del documento ha l’aria di voler prendere le distanze da eventuali responsabilità. Rilevato - si legge - che «l’Hellas Verona non può esercitare in occasione delle gare in trasferta alcun poter di controllo sui propri sostenitori, di controllo agli accessi e sugli spalti», chiede - ricordando di aver messo a disposizione 15 steward da inserire nel piano operativo della sicurezza - «di esercitare accurati controlli». E in particolare suggerisce sei punti.
Il primo si riferisce alla necessità di «eseguire accurate bonifiche dello stadio prima della gara», di far rispettare la direttiva del ministero dell’Interno per quello che riguarda la vendita dei tagliandi ai tifosi ospiti. E ancora, e qui si entra nello specifico, «di garantire con adeguate misure l’effettiva separazione dei sostenitori veronesi dal resto del pubblico dall’ingresso dello stadio alle tribune per tutta la durata dell’incontro». Sarà anche necessario - secondo l’Hellas - procedere con il massimo scrupolo all’identificazione dei sostenitori veronesi che avranno accesso allo stadio, al fine di evitare l’ingresso nell’impianto di persone assoggettate al divieto di ingresso».
Al quarto punto della lista dei consigli c’è quello di «eseguire all’ingresso del settore ospiti accurate perquisizioni personali per impedire l’introduzione nell’impianto sportivo di fumogeni, petardi e bengala. E ciò anche, se ritenuto utile a tale scopo, disponendo che l’accesso agli ospiti sia chiuso con congruo anticipo prima dell’inizio della gara al fine di evitare affollamenti degli ultimi minuti che potrebbero pregiudicare l’efficacia dei controlli».
Gli ultimi due punti, infine, puntano l’attenzione sulla necessità di controllare «gli accessi dei settori destinati ai sostenitori ospiti al fine di evitare contatti tra le tifoserie» e di «prestare la massima attenzione per evitare che razzi, bengala e petardi siano introdotti nel settore ospiti da altri settori dello stadio».
La lettera della società si chiude con la disponibilità «per fornire ulteriori collaborazioni al fine di agevolare l’attività di prevenzione, controllo e informazione del pubblico e rimane pertanto in attesa di eventuali specifiche istruzioni». Speriamo che oggi non ci sia bisogno di nient’altro che di un bel sole per giocare a calcio.
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