Il Tirreno

Livorno

Sel si spacca, una parte va con Buongiorno

di Juna Goti

Parlano quelli che hanno votato contro le primarie: così il partito ostaggio del Pd. E rivelano: era stato Ghilarducci a dirci di iscriverci a Bl...

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LIVORNO. «Non parteciperemo alla campagna elettorale di Sel. Restiamo iscritti, ma scegliamo un percorso alternativo...». A rompere il ghiaccio è Carlo Bornaccini. Con lui Mirko Carovano, Farhia Aidid, Umberto Tedeschi, Lamberto Giannini e altri vendoliani. Fanno parte di quel gruppo che, pur sottolineando di «restare iscritto a Sel», ha deciso di prendere le distanze dalla linea tracciata dalla maggioranza del partito (che farà le primarie col Pd) e di aderire a Buongiorno Livorno.

Il segretario Andrea Ghilarducci, nella nota a lato, si affretta a sottolineare che «non hanno ancora rinnovato la tessera». «Ma se siamo quasi tutti della direzione...», controbatte Tedeschi, che definisce Bg una «speranza», parla di «scollamento» in Sel e dice senza mezzi termini: «Così la stanno consegnando ostaggio al Pd».

Tedeschi (cassaintegrato Labronica) non è tenero col partito di maggioranza, così come Carovano (cassaintegrato De Tomaso). Parlano di «responsabilità per la situazione disastrosa della città». E non capiscono «su quali basi Sel, dopo l’uscita di maggioranza, è tornata con Pd e Idv, con l’aggiunta di Lamberti e socialisti».

«Autonomia e discontinuità – riprende Bornaccini – sembrano parole vuote: in che modo il candidato del Pd, Ruggeri, può rappresentare la discontinuità?». E proprio Bornaccini svela gli altarini e dice una frase che farà parecchio discutere: «All’inizio ci siamo iscritti a Bl proprio su sollecitazione di Ghilarducci...».

Giannini non è mai stato iscritto a Sel. Ma dei vendoliani è capogruppo e unico consigliere in Comune. Per ora non si dimette, sottolinea di essere «sostenitore di Sel da sempre» e di avere sempre avuto «sostegno e fiducia dal partito». E dice anche che «per le Europee c’è spazio di collaborazione». Ma spiega l’iscrizione a Bl, che Aidid definisce «laboratorio politico aperto, fatto di tanti giovani».

«Io non sono uno che dice “mai col Pd” – spiega Giannini – ma chiedo “col Pd perché”. Un Pd che si allea con Alfano, con il bene placido di Berlusconi. A livello locale se ci fosse stato un accordo sul programma avremmo potuto pensarci, ma così non è stato. Per ora c’è un’ipotesi di documento di coalizione, già con giuste litigiosità, perché come si fa a stare insieme senza sciogliere nodi come quello del nuovo ospedale?».

«Non esiste una sinistra di governo e una di opposizione – riprende – sono terrorizzato da una sinistra che smette di sognare. Di Bl non mi convincono tantissime cose: ad esempio penso che Goldoni e Mascagni debbano essere aiutati di più. Ma mi piace il dinamismo, la voglia di smuovere le acque. Gli uomini di cultura si sono iscritti a Bl e non è un caso: molti non sono stati ascoltati». «Porterò il mio contributo in Bl – aggiunge – che mi auguro faccia una scelta saggia: un progetto di città unendosi alle altre forze di sinistra, smettendola con lo slogan anti-Pd. Non è su quello che deve fare battaglia, anche perché maggioranza e opposizione devono saper collaborare».

E i candidati? Giannini dice che «Ruggeri mi ha spiazzato: ho grande stima di lui, è correttissimo, ma politicamente siamo distanti. Comunque alle primarie lo voterei: è quello meno di destra, più di sinistra...». Parole che lasciano trasparire freddezza nei confronti del candidato di Sel, Roberto Idà: «Lo conosco poco, ho letto il curriculum, ho difficoltà a riconoscere in lui valori di sinistra. Comunque sulla scheda a maggio non ci sarà, perché all’80% vincerà Ruggeri».

Juna Goti

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