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Livorno

l’appello dei comunisti

«Programma e nome unico a sinistra»

«Programma e nome unico a sinistra»

Rifondazione: «C’è spazio, mettiamo insieme gli ingranaggi»

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LIVORNO. «C’è la possibilità reale di un cambiamento, unendo tutti gli ingranaggi della sinistra che pensano che la città ha bisogno di una svolta: c’è una sinistra viva, ognuno faccia la sua parte, noi ci mettiamo al servizio di questo progetto...». Il segretario di Rifondazione, Lorenzo Cosimi, per la prima volta lo dice senza girare troppo intorno alle parole: «A sinistra stiamo lavorando a un programma condiviso per presentarci alle amministrative con un unico candidato».

La formula è tutta ancora da decidere. Se l’operazione andasse in porto, potrebbero esserci più liste a sostegno di un unico nome. Perché a nessuno piace il “tutti sotto il nostro cappello” che sembra aver ventilato Buongiorno Livorno, che oggi alle 15 riunirà gli iscritti al Grattacielo per decidere il futuro dell’associazione. La consigliera Tiziana Bartimmo manda un messaggio chiaro: «Livorno necessità di uno spazio a sinistra del Pd e le diverse forze devono avere pari dignità. Nessuno fagociti nessuno: come ci mettiamo al servizio noi, facciano gli altri». E aggiunge: «Non ci può essere sinistra senza comunisti...».

Quella di Prc, insieme ai Comunisti italiani, è comunque un’apertura. Il La di un percorso che è stato avviato da Alba nelle ultime settimane e che sabato ha visto riunite in circoscrizione 4 le forze di sinistra e alcune liste civiche e da cui è partito un tavolo di confronto.

«Chi governa – riprende Cosimi – non si rende conto fino in fondo della crisi di questa città. E il Pd non ha intercettato la voglia di cambiamento: i candidati proposti rappresentano la continuità con il governo degli ultimi anni». «Sel – dice – rischia di restare schiacciata in un centrosinistra che non ha niente di innovativo. Vogliamo riunire le forze della sinistra classica, aprendo anche a forze nuove come Bl: la prossima settimana proporremo un’assemblea pubblica». «Speriamo che Bl – dice riferendosi all’assemblea di oggi – vada avanti, è una risorsa fresca. Ci auguriamo diventi un pezzo di una sinistra nuova in città». Come asse da cui partire indica Prc-Pdci-Movimento per il partito del lavoro, che sostengono Tsipras alle Europee. Poi Bl, i “dissidenti” di Sel e altre associazioni e liste.

«Bl – gli fa eco Stefano Cosmai (Pdci) – ha ottenuto un risultato enorme, ha coinvolto i giovani. Ma dire che non c’è un’opposizione significa dimenticare il lavoro fatto in consiglio comunale. Non è mancata l’opposizione, semmai è mancata la forza che possiamo ritrovare se riusciamo a metterci insieme». E ricorda che in passato Rifondazione in città «ha raggiunto il 18%», mentre alle ultime tornate elettorali è diventata un puntino elettorale dopo M5S, centrodestra e liste civiche.

Bartimmo mette sul piatto alcuni punti sui cui costruire la convergenza: sanità («il problema non è il contenitore ma il contenuto»), traffico («basta interventi a macchia di leopardo»), sos casa («convinciamo i costruttori a mettere a disposizione una parte degli appartamenti»), cultura e lavoro.

Ma come si spiegano, proprio a sinistra, la diaspora di iscritti verso le associazioni? «Quella dei partiti è una crisi generalizzata – risponde Bartimmo – c’è voglia di modi nuovi di fare politica. Ma poi non è detto che la cosiddetta società civile sia meglio della politica, bisogna vedere quale...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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