Gioco
«Non c’è il barista se ti senti male nessuno ti aiuta»
LIVORNO. Nicola Artico, responsabile facente funzione di psicologia all’Asl 6, che cosa ne pensa di questo folle gioco che gira su Facebook di bere riprendersi e sfidare altri amici? «Al centro di...
LIVORNO. Nicola Artico, responsabile facente funzione di psicologia all’Asl 6, che cosa ne pensa di questo folle gioco che gira su Facebook di bere riprendersi e sfidare altri amici?
«Al centro di questa moda ci sono due dipendenze: l’alcol, il primo anti depressivo naturale che l’uomo abbia mai conosciuto e il dispositivo informatico che crea dipendenza da relazionalità in rete. Il rischio è che si vada verso una dipendenza non dico al quadrato, ma sicuramente rafforzata e amplificata, che può portare l’individuo a non riuscire più a vivere la quotidianità se non attraverso una sostanza o una relazione».
Ci sono altri rischi?
«Perdere la propria libertà che non è molto grave».
Eppure tutti i ragazzi hanno sempre bevuto?
«Sì, è vero, ma al bar ad esempio c’era un controllo sociale dato dal fatto che la bevuta veniva fatta in pubblico. Anche se ti presentavi in un locale da solo c’era sempre il barista che in caso tu ti sentissi male chiamava qualcuno o ti poteva aiutare. Adesso questo aspetto è completamente assente. Emerge una solitudine davanti allo schermo. Una situazione che crea un paradosso all’interno di un social network come Facebook: tutti ti possono guardare ma nessuno ti vede».
Dunque da questo ragionamento emerge un aspetto preoccupante: il rischio di una solitudine multimediale...
«Il social network isola e il fatto di ubriacarsi da soli in casa ne è la prova. Ma più preoccupante, ripeto, è che in questo modo vengono meno i controlli sociali quindi se ti senti male al bar ti aiutano, mentre se ti accade lo stesso nella tua cameretta ti raccolgono dopo due settimane».
Dunque un cambiamento radicale su come socializzare?
«L’esempio che mi viene in mente è il rito di fumare uno spinello con dieci amici. Non a caso la canna si chiama joint, perché vuol dire incontrarsi. Farlo da soli, nella propria casa perderebbe di tutti i significati di socialità che ha».
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