Gioco
La casa popolare a 12 euro con lo stipendio di 3500
Scoperti dalle fiamme gialle: si fingevano separati per non perdere l’alloggio Sono rimasti nell’abitazione, che ora è stata sequestrata, per dieci anni
LIVORNO. Nella casa popolare con un canone di 12.95 euro al mese, ma con uno stipendio che è arrivato fino a 3500 euro. Due coniugi livornesi sono finiti nel mirino della Guardia di finanza perché, pur di mantenere l’alloggio Casalp, sono arrivati a fingersi separati. Lui, 43 anni, lavoratore dipendente di una azienda di costruzioni edili, faceva finta di vivere dai suoi genitori. In modo che a lei, senza lavoro e con due figli, quella casa in via della Livornina alla Cigna, non l’avrebbero mai tolta.
Solo che a un certo punto l’idillio è finito: è successo quando sono scesi in campo gli investigatori della Guardia di finanza, guidati dal comandante provinciale Fabio Massimo Mendella e dal capo del Nucleo tributario Walter Mazzei. I finanzieri, grazie a una soffiata, sono venuti a sapere dell’anomalia presente in quella casa. E così hanno avviato un’indagine, prima del blitz sul posto. Dagli approfondimenti delle fiamme gialle, è emerso che la storia andava avanti da dieci anni. Periodo in cui la famiglia in questione aveva sempre pagato il canone calmierato di 12.95 euro con un notevole guadagno. Basti dire che dal 2004 i due livornesi si sono risparmiati 35mila euro. Inoltre, dalle verifiche fatte dai militari del Nucleo tributario, è venuto fuori anche che dal 2008 la famiglia in questione non aveva più diritto a occupare l’alloggio perché il reddito familiare era aumentato. Nel corso degli anni, infatti, il 43enne ha fatto carriera e il suo stipendio è cresciuto.
A conclusione dell’indagine, i militari hanno organizzato un blitz in casa a caccia di prove per avvalorare la tesi. Ed è con poca sorpresa che hanno constatato che al momento del controllo il marito era in casa e aveva tutta l’aria di non essere lì per caso. Le fiamme gialle, infatti, hanno trovato tutti gli indizi della sua presenza costante nell’abitazione.
A quel punto per la coppia non c’è stato più scampo. Ed entrambi i coniugi sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per truffa ai danni dello Stato e per falsa auticertificazione.
L’appartamento, invece, è stato sequestrato su disposizione dell’autorità giudiziaria dalla Finanza, provvedimento questo molto grave, che raramente viene messo in pratica. L’alloggio, una volta liberato, sarà riassegnato a persone in graduatoria, realmente bisognose. Alla famiglia è stato dato un tempo per liberare la casa e trovarne un’altra. Ora i coniugi dovranno restituire i soldi.
I controlli alle case popolari continueranno nei prossimi giorni. Lo annuncia il comandante Mazzei: «Questo è un settore a cui teniamo molto, è per questo che, come deciso dal comandante Mendella, abbiamo aumentato i controlli».
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