Il Tirreno

Livorno

«Il Nuovo ospedale si farà indietro non si può tornare»

di Mauro Donateo

Il direttore dell’Asl Porfido è stato ascoltato dalla quinta commissione «Chi inizia i lavori potrebbe non finirli. Livorno? Sarà il centro dell’emergenza»

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LIVORNO. «Il Nuovo Ospedale si farà, e a Montenero, ormai il project è partito. Se lo vogliamo far deragliare, ne pagheremo le relative conseguenze».

È molto più che esplicito il messaggio che lancia Eugenio Porfido, direttore generale dell’Asl 6, in audizione alla quinta commissione consiliare. «Dall’apertura delle buste-riprende il direttore- non è stato definito niente. Infatti, ricontrollando, ho osservato che la commissione non aveva fatto la verifica del piano economico finanziario. Entro fine mese dovrebbero darmi i risultati».

Porfido, attaccato sia da sinistra sia da destra su questo tema, continua poi nella spiegazione dell’iter che porterà all’inizio dei lavori: «Nel frattempo come Azienda abbiamo fatto tutti gli atti necessari per la Regione. Una volta stabilito il vincitore della gara, si passerà alla fase della negoziazione, ed è la parte più difficile e lunga, poiché il privato si deve adeguare alle regole del pubblico. Inoltre, si definiscono meglio anche le parti dei servizi. Questa fase- spiega il direttore -dura più di un anno e meno di due. Dopodiché si parte».

Attenzione, però, perché anche Porfido ammette che «in questi project c’è il rischio di iniziare i lavori con uno, e vederli finire da altri, tramite la vendita dei diritti».

«Motivo per cui- incalza Cannito- il 60 per cento dei project in Italia falliscono». Porfido racconta anche la prima fase del suo operato, «che si è incentrata sull’analisi della situazione, per questo mi sono confrontato con i professionisti del territorio. Per quanto riguarda Livorno-continua- abbiamo stabilito che sarà il centro di riferimento per la fase acuta, dove avviene la gestione dell’urgenza/emergenza».

Le parole del direttore generale non convincono i politici: «Mi aspettavo una relazione con dati più precisi- critica Lamberti (Confronto per Livorno)- inoltre non si è parlato delle liste di attesa». Per Cannito (Città Diversa) «come il suo predecessore, ragionate in modo schizofrenico, lontano dalla realtà, e purtroppo ne ho esperienza diretta. I soldi ci sono solo per il Nuovo Ospedale, e non si investono invece per i livornesi». Fenzi (Pd) sottolinea un problema mlto sentito in città, quello «della gestione delle Rsa per anziani, dove la quota è ferma dal 2001 a 52,32 euro, il 48 per cento del costo giornaliero. Occorre pensare a una soluzione di pubblico/privato». Il consigliere Capuozzo (Udc) mostra le stampelle e dice: «Ho vissuto sulla mia pelle le lunghe attese del Pronto soccorso e la carenza di materiale, anche in sala operatoria. Lei ci va mai nei reparti? Io non sono per scappare in altri ospedali».

E a tal proposito interviene Romano (Idv): «Quando noi parliamo di unire Livorno e Pisa lo facciamo per valorizzare entrambe ed evitare la fuga verso una parte, abbiamo una realtà universitaria d’eccellenza a soli venti chilometri». Porfido coglie l’occasione per aggiungere: «Lavoriamo in collaborazione con Pisa per creare a Livorno una scuola di ecografia. Servono sette ecografi, intanto ne abbiamo assunti tre, ma non abbiamo raggiunto i risultati sperati, anche perché nella programmazione precedente non si parlava di quantitativo, impensabile nell’organizzazione di questo lavoro». Infine Cosimi: «Al direttore generale bisogna chiedere di tutelare il territorio, trovando equilibrio tra città e ospedale. A chi critica per i tagli, dico che la battaglia per avere più soldi va fatta in altra sede. È stato il nostro partito regionale ha tagliare i fondi, non il direttore»

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