Toscana
«Il glicine salverà le barche dalla Tia»
Il presidente del Consorzio nautico Mantellassi all’attacco: «La vicenda dimostra l’estraneità del Comune lungo i Fossi»
LIVORNO. Dallo storico glicine salvato in extremis sugli scali Manzoni alla…Tia sulle barchette. L’accostamento è curioso, ma significativo. È opera di Piero Mantellassi, presidente del Consorzio nautico che raggruppa una sessantina di circoli e circa tremila aderenti.
«Che sia il glicine dello scalandrone - si domanda Mantellassi - a fare giustizia sulla tassa per la spazzatura che Nebbiai e Parlanti vogliono imporre sulle barchette?». «Che questa occasione - aggiunge - possa far aprire gli occhi allo sceriffo di Nottingham (il riferimento è all’assessore al demanio, ndr)?».
Il motivo è presto spiegato dal presidente del Consorzio: «In merito alla pianta rampicante, Palazzo civico, con molta avvedutezza, ha emesso una nota nella quale dichiara la palese incompetenza a procedere sull’area della Autorità Portuale. Vedremo ora - è la sfida di Mantellassi - come sarà possibile conciliare queste due diverse visioni…».
Poi la polemica entra nel vivo e assume toni più seri: «Per caso - chiede ancora il rappresentante del popolo delle barchette - Nebbiai sa che quando parla alla nautica da diporto, parla a un terzo della città, rivolgendosi a circa 50.000 persone, di cui 35.000 vanno per mare e le altre fanno parte dell’indotto (cantierini, negozi di attrezzature per la nautica, negozi per la pesca)? Molta gente con queste barchette dà da mangiare alle proprie famiglie. Assistiamo a un indecoroso pigolamento - attacca Mantellassi - di un rappresentante istituzionale che squalifica e mortifica ingiustamente un Comune, facendolo passare per un accattone da strada che va a elemosinare, pochi spiccioli senza averne neppure diritto. Da cittadini la cosa ci offende, anche per il meschino e bambinesco tentativo di personalizzare una vicenda che nulla può avere di personale, ma riguarda un intero settore cittadino, nel quale non c’è un solo livornese che gli dia ragione. Non corrisponde - aggiunge Mantellassi - neppure la minimizzazione della questua dei pochi spiccioli di cui si parla. A un circolo della Venezia, di 37 soci, sono stati chiesti 37 mila euro. Se la matematica non è una opinione, sono 1000 euro a testa…».
Il presidente del Consorzio sottolinea come gli avvocati stiano lavorando per seguire la via dei ricorsi giuridici. «Saranno presentati con una precisazione: dato che il tutto avrà un costo, sarà bene che i signori che hanno provveduto, con intimidazioni, a farsi pagare da alcuni presidenti intimoriti, pensino alla restituzione del maltorto, e al pagamento delle spese processuali sostenute dai ricorrenti».
«Nebbiai - ripete Mantellassi - non è in grado di dare lezioni, né sul piano giuridico, né su quello istituzionale, a chi per studio e attività lavorativa ha trascorso una intera vita nella pubblica amministrazione ricoprendo incarichi pure importanti. All’assessore voglio ricordare che il controllo della Corte dei Conti non è preventivo come vuol far credere, ma è a posteriori. E allora - conclude - ne vedremo davvero delle belle...».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
