Ecco l’identikit del pedofilo che viaggia sull’autobus
La mamma delle 15enne molestata ringrazia il Tirreno e fornisce una descrizione del responsabile. La Ctt: «Con le testimonianze degli autisti stiamo aiutando la polizia»
LIVORNO. Un uomo di nazionalità italiana, di circa cinquant'anni. Ben vestito, con camicia e cravatta. Senza barba, né baffi, ma con un paio di occhiali da vista, di forma rettangolare e montatura nera. È questo l'identikit del "pedofilo del bus", fornito dalla madre della 15enne avvicinata e molestata sul mezzo pubblico martedì scorso, mentre stava tornando a casa dopo la scuola.
La donna, dopo aver ascoltato il racconto della figlia (che in un primo momento non aveva portato alla luce la violenza, per paura di non essere creduta o peggio di essere presa in giro dai coetanei) si è recata in questura per denunciare l'episodio di molestia. Alle forze dell'ordine la madre ha spiegato come lo sconosciuto si fosse avvicinato alla ragazzina fino ad arrivare al contatto tramite le sue parti intime. Poi, ne ha descritto l'aspetto in modo minuzioso, secondo le indicazioni della minorenne. Oltre alla caratterizzazione fisica del molestatore, sono emersi anche altri particolari (ne omettiamo alcuni per tutelare la minorenne). L'autobus su cui è avvenuto l'episodio, ad esempio, è il "2-R" che dal quartiere Stazione prosegue in direzione Ardenza.
La donna ci tiene a ringraziare il Tirreno: "Mi sono sentita spalleggiata - confessa - La pubblicazione della notizia mi ha dato una sensazione di calore e solidarietà. Per me - aggiunge - è importante trasmettere un messaggio forte e chiaro: queste ragazzine si devono sentire serene e protette. Nessuna deve pensare di essere sola, o isolata. Né tantomeno imbarazzata. Gli unici che devono provare vergogna - sottolinea - sono quei depravati che si avvicinano ai nostri figli per cercare di soddisfare le loro fantasie malate. Mi creda - conclude - provo un brivido al solo pensiero che questo individuo possa avvicinarsi ancora a una ragazzina"
Intanto arrivano sviluppi anche dalla Ctt Nord: "L'azienda sta dimostrando piena collaborazione con le forze dell'ordine, e sta lavorando fattivamente per stringere il cerchio intorno al protagonista dello spiacevole episodio". Bruno Bastogi, responsabile provinciale Ctt, spiega che, dopo la pubblicazione della lettera-denuncia da parte del Tirreno, diversi autisti si sono fatti avanti cercando di fornire informazioni utili.
"Abbiamo raccolto testimonianze mirate", rivela Bastogi. "In primo luogo - aggiunge - abbiamo rintracciato i conducenti in servizio martedì su quella tratta. Vi confermo che nessuno si è accorto di nulla, altrimenti tutti sarebbero stati prontissimi a intervenire".
Ma soprattutto, dalla Ctt Nord spiegano come altri autisti, che quel giorno non erano a lavoro su quella linea, si sono presentati al centro di controllo fornendo alcune indicazioni, anche dettagliate, sulla figura del possibile molestatore. Così, sono spuntate conferme sull'avvistamento di un tipo "poco rassicurante" che si sarebbe messo a girovagare con fare sospetto sui mezzi pubblici nella zona di Ardenza-Stazione, anche nella giornata di martedì. "Pur con tutte le dovute precauzioni del caso - precisa Bastogi - abbiamo fornito queste indicazioni alle forze dell'ordine. La speranza - termina il responsabile della Ctt - è che "intrecciando" le testimonianze del personale dell'azienda con quelle della mamma e della quindicenne, si possa risalire al colpevole nel più breve tempo possibile".
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