Il Tirreno

Livorno

«Ruggeri lasci la Regione» Uniti lo chiede ma ci ripensa

di Giulia Mancini
«Ruggeri lasci la Regione» Uniti lo chiede ma ci ripensa

Sull’appello Fb dell’associazione che sostiene Idà arriva il dietrofront dei vertici Ruggeri: «Non sono più capogruppo, ma fino al voto concluderò mio lavoro»

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LIVORNO. Ieri mattina, a ameno di 48 ore dall'inizio della campagna per le primarie che decideranno il candidato sindaco, nella coalizione di centrosinistra gli animi hanno iniziato a scaldarsi. L'associazione Uniti per Cambiare Livorno – tra l'altro presieduta da un piddino come Alberto Lenzi e oggi braccio destro di Sel nel sostegno alla candidatura dell'architetto Roberto Idà – di prima mattina sulla sua pagina Facebook ha lanciato una sfida-attacco al candidato del Pd, Marco Ruggeri.

«Roberto Idà – si legge – per tutto il tempo necessario seguirà le primarie e l'eventuale campagna fino alle elezioni di maggio progettando, costruendo e dialogando con i cittadini, sacrificando il suo studio di architetto». E subito dopo: «Crediamo giusto e moralmente corretto che Ruggeri da uomo di sinistra abbandoni il consiglio regionale visto che nel caso di sconfitta alle primarie tornerà "umilmente" a lavorare per l'Eni».

Parole al vetriolo. E Ruggeri, contattato al telefono, non ci sta, soprattutto quando vengono messe sul tavolo (o meglio in una foto postata sul social a sostegno di Idà) le parole moralità e integrità. «È facile raccontare che Idà limita il suo lavoro da architetto, ben più difficile è dimostrare che lo faccia davvero – controbatte – per dimostrare una cosa come questa dovrebbe sospendersi dall'albo. Io mi sono dimesso da capogruppo, ho fatto una scelta concreta che va in una direzione di impegno verso la mia città».

Uniti per cambiare Livorno, in prima battuta, non ha lasciato spazio a fraintendimenti: quello ha chiesto è che Ruggeri si dimetta e lasci subito il proprio posto in Regione, senza aspettare le elezioni.

«Sono arrivato in Regione eletto dai cittadini – puntualizza Ruggeri dall’altra parte della cornetta – certamente tornerò a lavorare all'Eni, ho preso un'aspettativa per il tempo del mio mandato, ma non abbandono il lavoro che sto portando avanti a Firenze: molte delle proposte che ho fatto sono in piedi, ci sono commissioni ancora in corso che stanno esaminando proposte che riguardano anche la nostra città, che dovrei fare abbandonare tutto?».

Proprio nella mattina di ieri, Ruggeri ha raggiunto Firenze per esaminare alcune partite aperte: sul piatto restano questioni come la legge sulla casa, l'illustrazione della proposta di legge per la società della salute, delle mutue sanitarie, o quelle per la valorizzazione del ruolo della Toscana nel periodo risorgimentale. «Non posso abbandonare tutto così, con le commissioni in corso – ripete – ovviamente se sarò eletto sindaco cesserò il mio incarico, i ruoli non sono conciliabili per legge, ma fino a quel momento resto al mio posto».

Di prima mattina sulla pagina Fb di Uniti si legge anche che «la moralità e il non attaccamento alle poltrone devono contraddistinguere. «Provocazione vuota – dice Ruggeri – se si vuole discutere di onestà basta giudicare il mio lavoro di questi anni che è irreprensibile: parliamone insieme, confrontiamoci faccia a faccia sul tema onestà, ma non si lancino provocazioni senza aspettarsi risposte». E soprattutto «la campagna per le primarie non sia diffamatoria, abbassiamo tutti i toni e parliamo della città».

Così ecco che poco dopo sulla stessa pagina Fb di Uniti compare un dietrofront: «Chiaro che le dimissioni dell'unico rappresentante cittadino in Regione dovranno arrivare solo se in ballo non ci sono percorsi fondamentali per Livorno. Gli interessi della città prima di tutto! Nessun populismo, per non essere fraintesi».

Parole che nel tardo pomeriggio ripete Alberto Lenzi, anche lui impegnato a Firenze, che dice di non essere l’autore del primo post: «Nessun attacco sul piano morale, tantomeno nei confronti di Ruggeri, che stimo. È giusto sia garantita la presenza in Regione se ci sono passaggi importanti da seguire».

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