Il Tirreno

Livorno

Tra i movimenti si studia la possibilità di una lista unica

di Giulia Mancini

BuongiornoLivorno si offre di fare da brand apripista per un cartello che riesca a raccogliere tutti, ma...

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LIVORNO. Circoscrizione 4, le 21 di lunedì, volti noti di molte associazioni e partiti, iniziano ad arrivare alla spicciolata. “È possibile una lista di tutti e nessuno?”: il titolo dell’evento non lascia spazio ad equivoci, l’intento è decidere se formare un listone a sinistra del Pd oppure trovare nuove strategie per non disperdere i voti di chi non si riconosce nella coalizione del centrosinistra.

Ci sono Alba, Città Diversa, Rifondazione, Sinistra Critica, Buongiorno Livorno, Vivere il centro, Unione Inquilini, i fuoriusciti di Uniti per Cambiare fino a Progetto per Livorno. Anche se l’ex vicesindaco Cristiano Toncelli, presente in sala, non partecipa attivamente alla discussione e lascia la riunione prima della fine della serata.

Se c’è fin da subito unità nel sostenere la candidatura europea di Alexis Tsipras, come proposto da Rifondazione, che ottiene la costituzione di un coordinamento, la strada per arrivare a un listone unico sembra lastricata di ostacoli. La lista che dovrebbe riuscire a unire sotto un unico simbolo tutti i movimenti e partiti, si scontra con orticelli e i particolarismi, in parte anche giustificati, di ognuno.

Primo step, i programmi devono essere condivisi, molti ritengono che ci sia già una sostanziale unità d’intenti, altri chiedono la certezza prima di trovarsi a facili fraintendimenti. Senza dubbio, riguardo la costruzione del nuovo ospedale, tema chiave di queste elezioni, sembra che il no sia unanime. Ma questo non basta, dicono in sala, occorre prima verificare tutti i punti. Polemiche velate nascono su nome e simbolo della super lista. Buongiorno Livorno prova a riunire, ma sotto il suo simbolo. Il presidente-traghettatore di Bl, Andrea Raspanti, lancia sostenuto da Marco Guercio la proposta: «Perché no Buongiorno Livorno? In fondo è un brand che funziona, che si è fatto conoscere, che ha 2mila iscritti e che nasce con l’intento di essere aperto». Ma i malumori in sala iniziano a sollevarsi, c’è chi chiede che sia qualcosa di totalmente nuovo, che non rimandi a percorsi precedenti.

Altri, come Città Diversa, si dicono disposti anche a rivedere la candidatura di Cannito, ma solo se si riesce a trovare un candidato che «abbia ottenuto gli stessi risultati all’opposizione in città». Insomma, strada in salita. Altri non escludono a priori l’ipotesi Bl e poi c’è anche chi, invece, punta a una coalizione di forze, mantenendo le diverse identità, sotto un unico candidato.

Tante teste, mille idee e la strada per una soluzione sembra ancora lontana. Da notare che prima della fine arrivano anche alcuni dei vendoliani che non hanno gradito la scelta di Sel di stare col Pd: Farhia, Bornaccini, Filippi e altri.

Prossimo appuntamento lunedì prossimo, sempre alle 21, questa volta con un gruppo di lavoro che ha iniziato a confrontare i programmi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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