Il Tirreno

Livorno

Primarie, sarà una corsa a tre Sel: «Con Idà per vincere»

di Juna Goti

I vendoliani presentano la candidatura dell’architetto: «Così spostiamo l’asse a sinistra» Sfiderà Ruggeri (Pd) e Morelli (Psi). Il voto in città potrebbe slittare dal 9 al 16 marzo

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LIVORNO. Dopo mesi di botta e risposta, nomi bruciati e trattative sui programmi, tutti (o quasi) i nodi sembrano sciolti. Nel centrosinistra saranno primarie a tre: nessuna donna, si sfideranno Marco Ruggeri (Pd), Gianfranco Morelli (Psi-Confronto) e, ultima novità, Roberto Idà (Sel).

Come anticipato ieri dal Tirreno, nell’assemblea convocata lunedì in notturna, i vendoliani hanno sciolto le riserve e deciso di partecipare con un loro candidato alle primarie della coalizione composta da Pd, Sel, Idv, Psi e Cd. Il voto sarà aperto a tutti, iscritti e simpatizzanti. E deciderà il candidato della coalizione alle amministrative che a fine maggio decreteranno il nuovo sindaco dopo dieci anni di amministrazione Cosimi. Attenzione: le primarie potrebbero slittare dal 9 al 16 marzo. Lo hanno chiesto ieri i vendoliani al Pd, per avere il tempo di preparare la campagna in città. I democratici hanno già dato l’ok, ma per l’ufficialità bisognerà attendere il tavolo della coalizione, convocato per oggi.

Intanto da Sel promettono battaglia. «Con questo nome di punta scendiamo in campo per vincere, non per fare testimonianza», ha ripetuto ieri dalla sede il segretario Andrea Ghilarducci. Nella stanzetta che si affaccia su via Gori ha presentato ufficialmente la candidatura dell’architetto Idà, che ha già incassato il sostegno dell’associazione Uniti per Cambiare e che si dice potrebbe incontrare l’apprezzamento di Cd, che aveva annunciato il sostegno a Ruggeri.

All’assemblea di lunedì sette iscritti a Sel («su una sessantina», si affretta a sottolineare Ghilarducci) hanno votato contro l’alleanza col Pd, per poi raggiungere la riunione convocata in circoscrizione 4 da altre forze di sinistra come Alba e Buongiorno Livorno. «Nessuna rottura – dice Ghilarducci – ma una discussione fisiologica: Sel punta alla costruzione di un centrosinistra nuovo e ha deciso di cogliere l’opportunità di cambiare Livorno all’interno di un progetto di governo. L’accelerata c’è stata con le Primarie delle idee che per noi sono il punto di confronto con i cittadini per la costruzione del programma».

Ghilarducci lancia una frecciata a Bl e a Marco Guercio: «Il suo è un percorso alternativo e nessuno gli ha mai chiesto di fare il consigliere di Sel...». E dice che «con gli alleati si è riaperta la discussione su molti temi». Tipo? «La sanità, si sta discutendo del fatto che la priorità sono i contenuti, i distretti sul territorio, non il contenitore. E il piano finanziario del nuovo ospedale va rivisto».

Sel ripete di giocare per vincere, anche se i sondaggi la danno oltre trenta punti sotto al Pd. «Abbiamo scelto Idà – ripete Ghilarducci – per far sì che dopo Milano, Genova, Cagliari, anche a Livorno vinca un candidato di sinistra. Idà non è solo il candidato di Sel, ma di chi vuole aprire una nuova stagione». E via con la parola «discontinuità».

L’architetto – occhiali sul naso, camicia a righe e foulard, una lunga militanza tra i socialisti prima di dedicarsi anima e corpo alla professione – parla di «lavoro di squadra». «Sono solo la punta dell’iceberg – dice – i compagni mi hanno chiesto la disponibilità e ho accettato per spirito di militanza». Due le richieste che gli arrivano dai vendoliani: «Spostare a sinistra l’asse della coalizione» in materia di «lavoro, diritti, regole, anche buon senso per una sinistra attiva e moderna» e «sprovincializzare Livorno».

L’urbanista che ha firmato i progetti di trasformazione di mezza città, si tuffa nel dibattito politico proprio mentre è in corso la discussione sulla revisione del Piano strutturale. E dice subito che «il Piano deve essere di area vasta» e «basta espansione a macchia d’olio».

Certo si annuncia già una campagna calda, perché Idà è l’architetto che cura anche il masterplan di piazza del Luogo Pio: per ora i nuovi arredi previsti nella piazza e la corte del futuro Museo della città, ma poi anche i palazzi che saranno costruiti da Consabit e che nel tempo hanno scatenato parecchie polemiche, anche a sinistra. Idà difende il progetto: «È nell’interesse della città, per un ingresso al centro qualificato». Subito dopo, invece, precisa che «il progetto di trasformazione dell’ex Odeon non è mio: ne ho curato solo la “pelle”, alcune rifiniture come Largo Valdesi». Mentre è del suo studio il progetto architettonico di Porta a Terra (cinema ed ex Castorama).

Idà dà un assaggio del programma quando dice che «andrò in mezzo alla gente», che «questa città è bellissima, ma in stato di abbandono, ci sono possibilità in ambito culturale e turistico da sfruttare guardando a città come Bilbao», che «il centro deve essere il più possibile pedonalizzato», che «è buona l’idea delle primarie per le municipalizzate» e che «Spil deve tornare ad essere il motore per la reindustrializzazione».

Ma perché Sel vede in lui quella discontinuità che va predicando? «Perché Idà – risponde Ghilarducci – viene dal mondo delle professioni, non vive di politica ed è la persona giusta per far sì che Livorno esca dal guscio».

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