Il Tirreno

Livorno

«C’è un pedofilo sull'autobus» La lettera-denuncia di una madre

di Giorgio Carlini
«C’è un pedofilo sull'autobus» La lettera-denuncia di una madre

Il racconto della donna: «Mia figlia è stata molestata ma non ha avuto il coraggio di reagire». La risposta della Ctt: «Faremo verifiche e controlli, ma esortiamo gli utenti a rivolgersi subito agli autisti»

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LIVORNO. "Vi scrivo per segnalare un episodio inquietante accaduto martedì a mia figlia di quindici anni". Comincia così la lettera inviata mercoledì 19 febbraio al Tirreno da una donna (si firma con nome e cognome, che omettiamo per motivi di privacy e per tutelare la minorenne). Nel testo, la madre rivela un grave episodio di molestia sessuale, messo in atto da uno sconosciuto nei confronti della ragazzina, mentre si trovava sull'autobus che dalla scuola la stava riportando a casa. Il bus è il "2-R", che effettua la tratta "Stazione - piazza Grande - Ardenza Terra".

"Uno sconosciuto - scrive la donna - di circa cinquant'anni, si è avvicinato con insistenza a mia figlia, fino ad arrivare a un contatto con la ragazzina con le sue parti intime". Secondo quanto testimoniato dalla mamma, la vittima, impaurita, sul momento non avrebbe avuto la forza di reagire. Appena arrivata a casa, la quindicenne ha raccontato tutto alla mamma. "La bambina - sottolinea la donna - mi ha detto di non averne parlato con nessuno per paura di non essere creduta. Inoltre si è vergognata perché sullo stesso bus viaggiano sempre alcuni coetanei, e ha temuto che la notizia potesse diffondersi a scuola, finendo per portarla a essere derisa dai compagni".

"Trovo questa vicenda aberrante - si sfoga la madre - Provvederò a fare la denuncia, ma ci tengo anche a inviare una segnalazione al vostro giornale". La convinzione della donna è che il pedofilo possa compiere altre molestie: "Credo che, per come si è svolto e per la gravità dell'atto nei confronti di mia figlia, questo episodio non sia stato il primo e probabilmente non sarà neanche l'ultimo. E tante bambine potrebbero non avere la forza di denunciare sul posto l'accaduto, a causa dello choc o del forte imbarazzo".

Sulla questione è intervenuta prontamente la Ctt Nord. "L'azienda - spiega Bruno Bastogi, responsabile provinciale - non può che stigmatizzare l'accaduto. Ci teniamo però a precisare come i nostri mezzi siano sicuri. Sugli autobus viaggiano 60 mila persone al giorno e raramente si verificano problemi. Purtroppo le "schegge impazzite" sono difficili da prevedere. Abbiamo chiesto notizie agli autisti - prosegue Bastogi - ma al momento nessuno sa niente. Senz'altro il conducente del mezzo non si è accorto di nulla, altrimenti sarebbe intervenuto. Per questo - sottolinea - esortiamo chiunque sia vittima di molestie o maltrattamenti ad alzarsi e rivolgersi subito all'autista. A bordo dei mezzi - rivela - c'è un sistema collegato alla centro di controllo, con uno strumento di vivavoce e comandi che permettono di allertare in tempo reale soccorsi e forze dell'ordine".

Dalla Compagnia toscana trasporti emerge la massima disponibilità nei confronti delle indagini: "Confermiamo fin da ora la piena collaborazione con le forze dell'ordine che si occuperanno della questione. Non solo: invitiamo la mamma della ragazzina a recarsi quanto prima nei nostri uffici. Se sarà in grado di fornire qualche dettaglio in più sull'orario della corsa e sull'aspetto del molestatore - conclude Bastogi - saremo ben felici di intensificare i controlli, anche mediante l'utilizzo di personale in borghese".

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