Gioco
Architetto-firma delle trasformazioni
Roberto Idà è l’architetto sul quale ha deciso di puntare Sel. L’assemblea degli iscritti riunita lunedì (che ha registrato voti contrari rispetto all’ipotesi di fare le primarie col Pd) ha accolto...
Roberto Idà è l’architetto sul quale ha deciso di puntare Sel. L’assemblea degli iscritti riunita lunedì (che ha registrato voti contrari rispetto all’ipotesi di fare le primarie col Pd) ha accolto la sua candidatura all’unanimità.
Idà, classe 1949, si è laureato in architettura a Firenze nel 1976. È iscritto all'ordine degli architetti della Toscana e, con la tessera numero 49, all'ordine degli architetti della provincia di Livorno. È sposato con Cristina, archeologa, e ha un figlio.
Il suo è un nome molto conosciuto in città. Come si legge anche sul suo sito, lo studio di architettura Idà-Logli, avvalendosi di diversi professionisti, negli anni ha firmato progetti che hanno cambiato il volto di mezza città:
Porta a Terra (ha curato la progettazione del multisala e di uno dei centri commerciali, l’ex Castorama), la Scopaia, la trasformazione dell’ex vetreria Borma (in via delle Cateratte). Ha curato anche alcuni dettagli (la «pelle», come dice lui) dell’ex Odeon: non la trasformazione in parcheggio, ma la parte che riguarda il Largo Valdesi. Ed ha in mano il masterplan di piazza del Luogo Pio, dove è previsto l’intervento di Consabit. In Toscana il suo studio si è occupato, tra le altre cose, anche del Piano strutturale e del regolamento urbanistico del Comune di San Miniato.
La politica lo ha sempre affascinato ed è stata una parte importante della sua vita. Dal libertarismo anarchico di fine anni Sessanta, racconta, alle file dei socialisti. È stato un socialista fino agli anni Novanta, «quando da anti-craxiano vidi una deriva che non era più recuperabile e smisi di fare politica». Dopo lungo tempo ha avuto una piccola esperienza in Sinistra democratica e nel 2009 è stato tra i primi a iscriversi a Sel. «Non ho mai avuto dalla politica – rivendica – ruoli che mi abbiano portato un compenso, ho sempre vissuto del mio lavoro». È un innamorato dell’urbanistica, è stato docente all’università e per un anno al liceo Classico. «Non sono un tuttologo – dice – sono un architetto urbanista, professione legata alla città, alla gente. Perché le città sono opere d’arte dove nascono le idee».
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