La protesta
Rave party, uffici e capannoni distrutti
Si contano i danni, sconvolti i proprietari: chi paga? I carabinieri hanno identificato 300 persone che rischiano la denuncia
LIVORNO. Uffici devastati, capannoni distrutti, rifiuti di tutti i tipi buttati per terra, escrementi, resti di tende e di cibo. Una sessantina di sacconi della spazzatura sparsi nel piazzale. E poi graffiti ovunque, sui muri, per terra, sulle porte nei container. Il giorno dopo il rave party, a Biscottino c’è la conta dei danni. Danni ingenti che, costituiscono una devastazione annunciata. «Chi pagherà i danni?», si chiedono i proprietari, che già da sabato mattina avevano chiesto alle forze dell’ordine di bloccare il flusso dei ragazzi che entravano all’interno dell’area con un ritmo crescente. Alla fine, sono riusciti a occupare l’area in mille, circa 500 persone meno rispetto alle previsioni.
Del totale, sono trecento i ragazzi identificati dai carabinieri all’ingresso del rave party che ora potrebbero essere denunciati per violazione della proprietà privata. Giovani che rischiano anche una denuncia di danni per danneggiamento viste le condizioni in cui è stata trovata la proprietà. Sarà la Procura a decidere. Capannoni e uffici appartengono a un gruppo pubblico-privato che si chiama Btt, Biscottino trattamento fanghi, formato da Comune di Collesalvetti, Aamps e alcuni imprenditori privati tra cui Aldo Passerotti e Filippo Palumbo.
L’area industriale privata, invasa abusivamente da persone provenienti da tutte le regioni d’Italia soprattutto dal Nord, ieri mattina è stata messa sotto sequestro dai carabinieri. Poi, nel primo pomeriggio, gli stessi militari hanno accompagnato i proprietari all’interno, per un sopralluogo finalizzato alla conta dei danni. Difficile per il momento quantificare esattamente il costo delle cose rotte. Sicuramente la spesa più forte sarà destinata alla ricostruzione degli uffici, al cui interno i mobili sono stati spaccati come pure i vetri delle finestre: tutti infranti. Da sistemare anche i capannoni. A tutto ciò vanno aggiunte le spese per ripulire gli ambienti: i rifiuti sono una montagna.
Già da sabato mattina gli uffici dell’azienda erano stati invasi e rovinati dai giovani con scritte su muri e porte e altro. L’affluenza, iniziata nella notte di venerdì, è stata monitorata dai carabinieri che sono riusciti, attraverso controlli non solo sul posto, ma anche alla stazione, a scoraggiare e allontanare alcuni gruppi in arrivo. «Il numero dei presenti - dicono i carabinieri - è stato limitato a circa 900 rispetto agli oltre 1500, come si era inizialmente temuto». I controlli dei militari sono proseguiti durante la notte e l’intera mattinata di domenica. In campo anche l’elicottero dell’Arma e pattuglie dei carabinieri di Pisa.
Tra le 300 persone identificate ci sono anche gli organizzatori dell’evento. «La pubblicità del rave era on line già da giovedì - dice l’imprenditore Andrea Palumbo - È possibile che nessuno se ne sia accorto? Su queste cose le forze dell’ordine, in primis la polizia postale che ha una competenza specifica, dovrebbe vigilare per fare prevenzione».
I pattugliamenti, a cui hanno collaborato anche guardia di finanza, polizia municipale di Collesalvetti, polizia stradale e della polizia di Stato, hanno consentito anche di fermare oltre 60 auto. Uno dei ragazzi bloccati è stato sorpreso ubriaco alla guida gli è stata ritirata la patente.
I giovani poi sono andati via alla spicciolata da domenica pomeriggio fino a sera. Il deflusso è stato accelerato dai militari che hanno monitorato la situazione fino a tardi, per garantire le condizioni di sicurezza. Ora c’è da capire cosa succederà ai 300 identificati. I carabinieri hanno scritto un’informativa sui fatti all’autorità giudiziaria che valuterà se denunciare penalmente giovani. L’indagine è ancora in corso e novità ci dovrebbero essere già dai prossimi giorni.
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