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Il rischio di un nuovo cordolo

Il rischio di un nuovo cordolo

Nel febbraio 2012 fu presentata una delle tante varianti che hanno modificato l’iniziale piano del traffico in centro. Quel disegno sembrava il progetto definitivo, frutto delle idee raccolte con...

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Nel febbraio 2012 fu presentata una delle tante varianti che hanno modificato l’iniziale piano del traffico in centro. Quel disegno sembrava il progetto definitivo, frutto delle idee raccolte con “Pensiamo in Grande” e del compromesso politico tra le forze di maggioranza che per mesi si erano scontrate su parcheggi e sensi alternati. Quella versione del piano, passata al vaglio della giunta, in via Grande prevedeva il ritorno “choc” del cordolo, ovvero la barriera gialla che avrebbe dovuto dividere la corsia dei bus da quella di auto e scooter. «Per garantire l’efficienza del trasporto pubblico - spiegò Bettini - sarà realizzato un cordolo che dividerà il traffico privato da quello dei bus». Lo stesso che dieci anni prima era stato tolto dall’allora assessore Simone Maltinti per le continue proteste dei livornesi. Lungo il cordolo sarebbero dovute spuntare pure due nuove fermate dei bus (vista l’eliminazione del capolinea da piazza Grande). Come mostrava la cartina del progetto, la prima pensilina sarebbe dovuta sorgere all’ingresso di via Grande, l’altra subito dopo piazza Grande, in direzione Repubblica. Il progetto, alla fine, non è andato in porto per la mancanza dei fondi necessari. Così “Pensiamo in Grande” è stato ridimensionato con l’attuale “Progetto Modì”.

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