Il Tirreno

Livorno

Il magistrato De Carlo prepara una lista civica

di Juna Goti
Il magistrato De Carlo prepara una lista civica

Si chiamerà “Votare per cambiare”. L’appello al centrodestra, ma anche ai movimenti della città fino a Cannito

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LIVORNO. Colpo di scena tra i moderati: Ugo De Carlo, finito nel toto sindaco del centrodestra, decide di giocare a carte scoperte e lancia una lista civica. Si chiamerà “Votare per cambiare”, a breve sarà online il sito.

È lo stesso magistrato del Tar Toscana, già giudice a Livorno, ad annunciarlo al Tirreno, dopo che sul suo nome è arrivata la frenata dell’ex ministro Matteoli e dommenica sera, con una telefonata, il mezzo no del coordinatore di Forza Italia, Barabino.

«Mi ha detto no, ma non mi ha spiegato perché. Deve spiegarlo alla città – ripete il magistrato – Era dispiaciuto, evidentemente ha trovato ostacoli. Ma non ritengo la partita chiusa e non escludo di potermi candidare: partiamo col sito e vediamo, bisogna smuovere le acque in città con chi è disposto a cambiare».

De Carlo – cattolico impegnato, volto di Comunione e Liberazione, un curriculum giudiziario che l’ha portato al Tar e una lunga esperienza nel Banco alimentare e nel Portico di Salomone – ha detto da subito che sarebbe stato disposto a scendere in campo da indipendente, con una sua lista civica, da “istituzionale”.

Ora lui che non nasconde simpatie per Barca, parla a un pubblico ampio: «Non si tratta di destra o di sinistra, ma di programmi, devo essere giudicato per quello che propongo, non per la truffa delle etichette». Quindi, «non voglio essere solo il candidato del centrodestra, ho la presunzione di dire a chi non ne può più, da Forza Italia a Toncelli e Cannito, che è uno bravo, che io ci sono, voglio fare una campagna in mezzo alla gente. Che vinca o che perda – dice – il segnale va dato: non sappiamo se fra 5 anni ci sarà un’occasione così di rompere il monolite che governa da 70 anni».

L’uscita di De Carlo - c’è da scommetterci - agiterà l’ex Pdl. In Ncd l’unico a storcere il naso si dice sia Taradash (“i giudici devono fare i giudici”). «I giudici non devono approfittare della notorietà per fare politica – controbatte – Ingroia, De Magistris e Di Pietro sono maestri in questo. Ma non è il mio caso. Se mi candiderò, come probabile, ad aprile mi metterò in aspettativa elettorale e chiederò subito il trasferimento dal Tar Toscana».

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