Gioco
Il magistrato De Carlo prepara una lista civica
Si chiamerà “Votare per cambiare”. L’appello al centrodestra, ma anche ai movimenti della città fino a Cannito
LIVORNO. Colpo di scena tra i moderati: Ugo De Carlo, finito nel toto sindaco del centrodestra, decide di giocare a carte scoperte e lancia una lista civica. Si chiamerà “Votare per cambiare”, a breve sarà online il sito.
È lo stesso magistrato del Tar Toscana, già giudice a Livorno, ad annunciarlo al Tirreno, dopo che sul suo nome è arrivata la frenata dell’ex ministro Matteoli e dommenica sera, con una telefonata, il mezzo no del coordinatore di Forza Italia, Barabino.
«Mi ha detto no, ma non mi ha spiegato perché. Deve spiegarlo alla città – ripete il magistrato – Era dispiaciuto, evidentemente ha trovato ostacoli. Ma non ritengo la partita chiusa e non escludo di potermi candidare: partiamo col sito e vediamo, bisogna smuovere le acque in città con chi è disposto a cambiare».
De Carlo – cattolico impegnato, volto di Comunione e Liberazione, un curriculum giudiziario che l’ha portato al Tar e una lunga esperienza nel Banco alimentare e nel Portico di Salomone – ha detto da subito che sarebbe stato disposto a scendere in campo da indipendente, con una sua lista civica, da “istituzionale”.
Ora lui che non nasconde simpatie per Barca, parla a un pubblico ampio: «Non si tratta di destra o di sinistra, ma di programmi, devo essere giudicato per quello che propongo, non per la truffa delle etichette». Quindi, «non voglio essere solo il candidato del centrodestra, ho la presunzione di dire a chi non ne può più, da Forza Italia a Toncelli e Cannito, che è uno bravo, che io ci sono, voglio fare una campagna in mezzo alla gente. Che vinca o che perda – dice – il segnale va dato: non sappiamo se fra 5 anni ci sarà un’occasione così di rompere il monolite che governa da 70 anni».
L’uscita di De Carlo - c’è da scommetterci - agiterà l’ex Pdl. In Ncd l’unico a storcere il naso si dice sia Taradash (“i giudici devono fare i giudici”). «I giudici non devono approfittare della notorietà per fare politica – controbatte – Ingroia, De Magistris e Di Pietro sono maestri in questo. Ma non è il mio caso. Se mi candiderò, come probabile, ad aprile mi metterò in aspettativa elettorale e chiederò subito il trasferimento dal Tar Toscana».
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