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Il magistrato De Carlo lancia la lista “Votare per cambiare”

di Juna Goti
Il magistrato De Carlo lancia la lista “Votare per cambiare”

LIVORNO. Colpo di scena tra i moderati: Ugo De Carlo, finito nel toto sindaco del centrodestra, decide di giocare a carte scoperte e lancia una lista civica. Si chiamerà “Votare per cambiare”, a...

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LIVORNO. Colpo di scena tra i moderati: Ugo De Carlo, finito nel toto sindaco del centrodestra, decide di giocare a carte scoperte e lancia una lista civica. Si chiamerà “Votare per cambiare”, a breve sarà online il sito.

È lo stesso magistrato del Tar Toscana, già giudice a Livorno, ad annunciarlo al Tirreno, dopo che sul suo nome è arrivata la frenata dell’ex ministro Matteoli e ora il mezzo no del coordinatore di Forza Italia, Barabino. «Sia chiaro – ripete De Carlo rispondendo a Matteoli – non ho alcuna ambizione personale a fare il sindaco, se non a cercare di far risorgere la città. E non ho annunciato la candidatura sui giornali, me ne sarei stato zitto se...». Così, prima vuole chiarire come è saltato fuori il suo nome. «Prima dell’estate – rivela – ho incontrato Barabino e Bottino. Niente di impegnativo, un interessamento». Dopo il convegno della diocesi con l’arcivescovo di Firenze, sono iniziati chiacchiericcio e pressing. A fargli la corte – strappandogli la disponibilità con un bel po’ di livornesi – è stato Ncd, con Romiti. «Ma per correttezza richiamai Bottino e Barabino». Che a quanto pare mostrarono interesse: «Ho dato il tempo di verificare se nel centrodestra la mia potesse essere una candidatura aggregante. Me ne sarei stato zitto, se non mi avessero tirato in ballo». Gli ex An, da Tamburini ad Amadio, contrari. Domenica, poi, la chiamata di Barabino: «Mi ha detto no, ma non mi ha spiegato perché. Deve spiegarlo alla città. Era dispiaciuto, evidentemente ha trovato ostacoli. Ma non ritengo la partita chiusa e non escludo di potermi candidare: partiamo col sito e vediamo, bisogna smuovere le acque in città con chi è disposto a cambiare».

De Carlo – cattolico impegnato, volto di Comunione e Liberazione, un curriculum giudiziario che l’ha portato al Tar e una lunga esperienza nel Banco alimentare e nel Portico di Salomone – ha detto da subito che sarebbe stato disposto a scendere in campo da indipendente, con una sua lista civica, da “istituzionale”. Ora lui che non nasconde simpatie per Barca, parla a un pubblico ampio: «Non si tratta di destra o di sinistra, ma di programmi, devo essere giudicato per quello che propongo, non per la truffa delle etichette». Quindi, «non voglio essere il candidato del centrodestra, ho la presunzione di dire a chi non ne può più, da Fi a Toncelli e Cannito, che è uno bravo, che io ci sono, voglio fare una campagna in mezzo alla gente. Che vinca o che perda il segnale va dato: non sappiamo se fra 5 anni ci sarà un’occasione così di rompere il monolite che governa da 70 anni». L’uscita di De Carlo agiterà l’ex Pdl. In Ncd l’unico a storcere il naso si dice sia Taradash (“i giudici devono fare i giudici”). «I giudici non devono approfittare della notorietà per fare politica – controbatte – Ingroia, De Magistris e Di Pietro sono maestri in questo. Ma non è il mio caso. Se mi candiderò, come probabile, ad aprile mi metterò in aspettativa elettorale e chiederò il trasferimento dal Tar Toscana».

E il programma? De Carlo ha le idee chiare, già dai primi punti di una possibile campagna elettorale: «Case popolari a chi ha diritto, chi non ce l’ha fuori in sei mesi». E «convenzioni con Confedilizia e possidenti immobiliari per calmierare gli affitti per la fascia di mezzo, ma che funzionino: so che Cagliata aveva messo a disposizione 15 appartamenti ma ne sono stati usati tre, perché?». Poi «no al nuovo ospedale: Livorno sarà sempre più satellite di Pisa, teniamoci viale Alfieri e caratterizziamoci per la medicina preventiva e di base». E questo è solo l’inizio...

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