Il Tirreno

Livorno

Buongiorno arriva a 1826 ma per ora non si scioglie

di Juna Goti
Buongiorno arriva a 1826 ma per ora non si scioglie

Lontano il tetto dei 2348 iscritti: «Non è una sconfitta, siamo partiti in 27» Sabato si riunisce l’assemblea. Ipotesi proroga al 9 marzo o listone a sinistra

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LIVORNO. È ufficiale: Buongiorno Livorno non raggiunge la soglia dei 2348 iscritti fissata dagli stessi fondatori per dimostrare di essere "unoD+" del Pd. Alla scadenza di San Valentino, le adesioni sono arrivate a 1826. Ma l'associazione, per ora, non si scioglie. Anzi, è probabile che non si sciolga affatto.

«Siamo partiti in 27, in pochi mesi siamo diventati quasi 2mila», dicono l'avvocato Marco Guercio e Andrea Raspanti: «L’idea di superare una soglia ideale era nata per dimostrare che un’alternativa in città è possibile, per dare una scossa. Non l’abbiamo superata, i tempi erano stretti. Ma il numero raggiunto ci dà una grande responsabilità e ci impone di fare un ragionamento che non era previsto...». Quindi? Il direttivo formato da Marco Guercio, Marco e Paolo Bruciati, e Andrea Raspanti (che farà da presidente-traghettatore) si presenterà dimissionario all'assemblea degli iscritti convocata per sabato alle 14 al Grattacielo. Di fatto un congresso.

Le opzioni sul tavolo, dice ora Guercio, sono tre: «Sciogliere Bg, prorogare la campagna "unoD+" fino al 9 marzo (giorno delle primarie del centrosinistra), o una terza strada che non dipende da noi…». Ovvero: «Unire le forze con altre associazioni e partiti, forse già stasera». Guercio pensa chiaramente a un fronte, un listone a sinistra, visto che ieri sera c'è stato un primo incontro-tentativo in circoscrizione 4. «Deciderà l'assemblea sovrana», ripete. In ogni caso, «i soldi delle iscrizioni raccolte fino al 14 febbraio (10 euro a tessera) saranno consegnati, al netto delle spese, alle cure palliative, come promesso». Intanto le iscrizioni restano aperte.

Certo il percorso non è quello che i fondatori avevano tracciato il 29 novembre al teatro delle Commedie, quando lo stesso Guercio sfidò il Pd dicendo che, in caso di mancato raggiungimento delle 2348 tessere, la neonata associazione si sarebbe sciolta. Nessuno aveva parlato di piano B, per la serie: “Siamo tanti e quindi ci riproviamo”. L’avvocato, però, non vuole parlare di sconfitta: «Non è una sconfitta, non ve va della carriera politica di ognuno di noi, qui nessuno vuole candidarsi». E controbatte davanti al taccuino: «Ma questo è il gioco dell'oca o politica? Se la mette su questo piano, a novembre c'era Letta presidente del consiglio... Noi nel frattempo abbiamo detto un sacco di cose. Il progetto del Pd? Basta affacciarsi alla finestra. Non ci credo che questa sia la volta buona. Dobbiamo fare qualcosa di più, l'ordinaria amministrazione non basta. E noi l’abbiamo fatto: nessun altro gruppo politico – sostiene – ha una base attiva così ampia». Secondo Guercio il problema a Livorno è che «non c’è un’opposizione», parla di «operazione di igiene politica» e «stiamo cercando una cura, ci guadagniamo tutti...». Così ecco l’appello a sinistra e forse il tentativo di “strappare” i vendoliani a Ghilarducci, che ha lanciato le Primarie delle idee col Pd e che ieri sera ha riunito gli iscritti: «Bg è già una lista unitaria, c'è Giannini (Sel) che è tutt'altro che uno sprovveduto: la sua adesione è un gesto politico. Non so cosa faranno Sel e Prc, noi stiamo lanciando dei segnali. E se Sel ascoltasse la sua base...».

Juna Goti

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