Il Tirreno

Livorno

Benetti licenzia, sciopero di 8 ore in cantiere

di Alessandro Guarducci
Benetti licenzia, sciopero di 8 ore in cantiere

Due impiegate a casa e un’altra trasferita a Viareggio, scatta la protesta dei lavoratori. L'amministratore delegato Poerio conferma: «Dobbiamo fronteggiare la crisi del settore nautico, non abbandoneremo lo stabilimento di Livorno ma ci sono degli esuberi»

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LIVORNO. Anche la nautica, quella più lussosa e di prestigio, è investita dall’onda lunga della crisi internazionale. E così anche Benetti, leader mondiale nel settore dei megayacht, si è trovato costretto a fare i conti con un mercato che non offre più le sicurezze di un tempo (FOTO). In una situazione del genere, però, i primi a farne le spese sono purtroppo i lavoratori: proprio martedì, infatti, l’azienda ha anunciato il licenziamento di due impiegate dello stabilimento labronico. È la prima volta che accade da quando il marchio Benetti è sbarcato a Livorno, esattamente undici anni fa, per rilevare lo storico Cantiere Navale Fratelli Orlando che navigava in cattive acque.

E sarà anche la prima volta di una sciopero che paralizzerà l’attività dello stabilimento: per protestare contro i due licenziamenti, le organizzazioni sindacali hanno infatti proclamato uno sciopero di otto ore per la giornata di mercoledì. Si partirà alle 6,30, in concomitanza con l’ingresso del primo turno: i lavoratori annunciano che presidieranno le portinerie. Probabilmente ci sarà un’interruzione durante l’orario di pausa per la mensa, ma comunque la protesta andrà avanti fino all’ultimo turno, cioè fino alle 17 di mercoledì.

I sindacati contestano questo provvedimento e anche le modalità con cui questo è avvenuto: «Mi risulta che non ci sia stata alcuna informazione alle rappresentanze sindacali, e che le due impiegate siano state chiamate direttamente dall’azienda e informate del licenziamento», dice Carmelo Triglia ex operaio del cantiere e oggi sindacalista della Fim/Cisl. Ma i lavoratori di Benetti (circa 170 i dipendenti diretti) manifestano anche perchè temono ulteriori tagli nel prossimo futuro. «L’azienda ha parlato di esuberi», prosegue Triglia.

E che ci sia un piano di riduzione dei costi del personale lo conferma l’amministratore delegato Vincenzo Poerio, che però ci tiene a precisare di aver sempre dato puntuale comunicazione ai sindacati. Poi spiega la decisione sui due licenziamenti. «Per fare fronte a questa crisi - afferma Poerio - dobbiamo rendere più efficiente la nostra struttura. Per questo motivo, abbiamo deciso come prima mossa di concentrare gli uffici amministrativi: a Livorno ci sono quattro dipendenti in questo reparto, mentre abbiamo ritenuto sufficiente ce ne fosse uno solo. Per questo, un’impiegata sarà trasferita a Viareggio dove ci sono entrambe le nostre divisioni ( Azimut e Benetti) e due purtroppo saranbno licenziate. Dal punto di vista umano, è una decisione che mi fa soffrire e che avrei evitato se fosse stato possibile. Ma siamo costretti a farlo».

Vincenzo Poerio parla anche delle prospettive a breve termine del Cantiere Livornese. E le preoccupazione dei lavoratori appaiono più che giustificate. «Purtroppo dobbiamo fronteggiare un mercato altalenante - prosegue Poerio - e se i conti non tornano, alla fine piangeremo tutti. Per questo dobbiamo darci una struttura più efficiente: non abbandoneremo Livorno, ma non escludo l’esternalizzazione di alcuni servizi con conseguente riduzione del personale. Adotteremo un piano per fare questo e i sindacati sono già stati avverti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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